Calabrò: "Un errore le frequenze alle tv. Privilegiare le Tlc"

CORRADO CALABRO'

L'affondo del presidente Agcom: "Dall'allocazione del dividendo digitale esterno alle telco un maggiore impatto sul Pil". D'accordo Neelie Kroes commissario Ue per l'Agenda Digitale: "Reinvestire nelle reti parte degli introiti dell'asta"

di Federica Meta
“Riallocare le frequenze del dividendo digitale esterno alle Tlc”. E’ l’auspicio lanciato dal palco del convegno romano di Ericsson dal presidente Agcom Corrado Calabrò. “Eppure – ha ricordato – si privilegiano le tv locali che, non avendo risorse a sufficienza per innovare, spesso occupano lo spettro con il monoscopio”. Calabrò ha poi ricordato che l’Authority è per la neutralità della rete, “ma a parità di effetti economici e ritorni sul Pil: tra Tv e Tlc sono queste ultime le più vantaggiose”.

D'accordo il commissario Ue per lAgenda Digitale. “E’ necessario spendere parte degli introiti derivanti dall'asta delle frequenze nello stesso settore, altrimenti ci facciamo del male da soli - ha detto Neelie Kroes in audizione alle commissioni congiunte di Camera e Senato -. Di questo sono assolutamente certa".

"Stamattina ho avuto una discussione interessante su questo tema: le aste ci sono perché il mercato deve funzionare – ha proseguito il commissario -. Non è possibile avere gli introiti di un'asta e spenderli in un settore completamente diverso; esiste un obbligo in base al quale c'é un obbligo che riguarda quel tipo di settore".

"Detto questo – ha puntualizzato la Kroes - bisogna trovare un partner per effettuare l'investimento, a volte ci sono iniziative private e a volte ci sono partner pubblici, ma alla fine bisogna riuscire a effettuare e mettere in pratica l'investimento".
Il commissario ha poi toccato anche il tema del beauty contest. “Sulla procedura – ha ricordato - le norme sono state concordate, sono chiare, stiamo seguendo l'evoluzione, siamo vigili certi che le regole siano rispettate. Devono essere rispettate".

Il commissario ha infine detto di essere rimasta ''soddisfatta dall'incontro avuto con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti”. Anche a Tremonti la Kroes ha suggerito che almeno parte delle risorse derivanti dalla gara per le frequenze del dividendo digitale esterno tornino al settore del Tlc.

Tra gli altri temi toccati nell’audizione in Parlamento dalla Kroes il digital divide sofferto dall’Italia.  “Trenta milioni di italiani non vanno su Internet - ha ricordato -. Si tratta di una lacuna che va colmata al più presto. La banda larga ci permetterà di restare competitivi in Europa, rispetto al resto del mondo, dove la rete è molto veloce''.

“La banda larga dovrà essere portata a tutti entro il 2013, mentre quella veloce entro il 2020 - ha avvertito -. Certo servono investimenti per questo sviluppo, ma gli strumenti finanziari esistono. Ottocento milioni dovranno essere spesi tra il 2009 e il 2013 per lo sviluppo della banda larga e le reti di nuova generazione''.

"L'Unione europea ha fissato obiettivi precisi per lo sviluppo dell?economia digitale della Ue. La Digital Agenda è il primo dei piani d'azione presentato dalla Commissione nel quadro della strategia di crescita 2020", commenta Luigi Gambardella nuovo Chairman di Etno in carica a partire dal prossimo gennaio. "Credo che questo sia un messaggio molto importante da parte della UE: il settore dell?economia digitale è considerato fondamentale per garantire un nuovo ciclo di crescita dell?economia, soprattutto in termini di effetti positivi sulla crescita della produttività. Non solo, investimenti massicci per dotare la Ue di infrastrutture a larga banda sono indispensabili per garantire la competitività dell'economia europea nel contesto globale. Questo settore è quindi cruciale sia sul fronte delle sfide interne del mercato unico che con riguardo alla dimensione esterna, cioè del mantenimento di una posizione di primo piano dell'Europa verso le economie emergenti. I target sono ambiziosi, sia in termini di investimenti in dotazioni infrastrutturali fisse e mobili che di creazione di un mercato interno di servizi on line. Sono obiettivi condivisibili e che richiedono un grande sforzo da parte degli stati membri per raggiungere un livello comune di sviluppo del settore".

10 Novembre 2010