Prearo (Motorola Mobility): "Ora focus sugli smartphone business"

AZIENDE

Più cruciale il ruolo con gli operatori. L'Ad della società: "L'azienda deve costruirsi un abito nuovo. Negli Usa ha cambiato faccia completamente"

di Alessandro Longo
Anche il nostro Paese adesso è palcoscenico di una sfida giocata a livello globale: la rinascita di Motorola. Da gennaio la filiale italiana seguirà il percorso tracciato dalla casa madre, "spaccandosi" in due con la costituzione di due legal entities separate: Motorola Solutions che sarà guidata da Massimo Gotti, già presidente e Ad di Motorola, e Motorola Mobility Italia con a capo Paolo Prearo in qualità di Ad.

Romano, 48 enne, Prearo ha in mente una strategia per ripartire, di pari passo con la nuova vita dell’azienda americana. “È un’azienda che deve costruirsi un abito nuovo. Negli Usa ha cambiato faccia completamente”.

In che modo?
Dal punto di vista tecnologico, l’adozione del sistema Android dà una nuova identità ai nostri prodotti. Android ci ha permesso di arrivare a un alto livello tecnologico, che è ora anche il minimo necessario per vendere smartphone competitivi. C’è inoltre una nuova azienda, totalmente focalizzata sulla telefonia mobile, dopo essersi scissa dalla parte dedicata alle infrastrutture. Con le ultime acquisizioni di aziende nell’ambito dei contenuti, inoltre, sta cercando di gareggiare sia sull’hardware sia sui servizi.

Perché questa doppia scommessa?
Abbiamo imparato una cosa. Da Apple prima e da Android dopo: è importante creare un ecosistema hardware-software per sfruttare meglio le potenzialità del sistema operativo.

Il tutto, verso quali obiettivi?
Gli obiettivi sono a valore e non in volumi di vendita. Motorola si è focalizzata su prodotti di fascia medio-alta, per soddisfare i diversi segmenti di un pubblico sempre più evoluto. Nel 2011 quindi si continuerà a stabilizzare l’azienda e a promuovere i prodotti che generano valore, senza mirare al classico obiettivo della market share. Oltre alla creazione di valore, l’altro obiettivo è quello di riconquistare la preferenza di tutto il pubblico e quindi di offrire prodotti in grado di soddisfare le diverse esigenze delle varie categorie di utenti. Sfruttando la forza e la credibilità che il brand continua ad avere.

Che cosa le fa credere in una rinascita?
Molti segnali. È stata buona la scelta di puntare tutto su un sistema operativo nuovo, che all’epoca era sconosciuto e adesso è senza dubbio il principale avversario di Apple: Android. Poi è servita la riorganizzazione a livello mondiale, per ridurre i costi. La scissione della parte infrastrutture ha dimostrato che quest’azienda è in grado di ribaltare la situazione e di lavorare su prospettive più a lungo termine.

Passiamo all’Italia. Come arriva nel suo nuovo ruolo, dopo 13 anni in Nokia e uno in Samsung?
È una sfida che ho voluto cogliere. Il marchio Motorola per me è sempre stato di riferimento nel mondo dei cellulari. Facevamo sempre il benchmark con Motorola quando ero in Nokia.

Come giudica Motorola Italia?
È un terreno fertile su cui lavorare al fine di rifocalizzare l’organizzazione su nuovi obiettivi dell’azienda. La strategia è essere presenti su tutti i canali. Nel 2010 abbiamo già ricostruito la distribuzione, ora si tratta di affinarla. Al momento siamo nel portafoglio di alcuni operatori - Tim e Wind- con i quali stiamo lavorando per costruire una solida relazione di lungo periodo profittevole per tutte le parti. Abbiamo la necessità di dare il giusto ruolo e visibilità ai nostri prodotti. Gli operatori sono strategici poiché sanno valorizzare i prodotti di fascia alta. E attraverso loro si può entrare nel segmento business, per il quale abbiamo prodotti e soluzioni già all’altezza delle specifiche richieste di questo tipo di utenza.

A parte affinare i rapporti con gli operatori, su cosa punta la strategia?
Sicuramente la presenza nelle catene di distribuzione più importanti del mercato retail, un portfolio prodotti completo per la clientela consumer e business. Ed infine, ma non certo per importanza, l’ingresso in nuovi segmenti, come i tablet, con soluzioni che implementano mobilità e convergenza tra Pc e telefonia.

15 Novembre 2010