Navigatori satellitari vs smartphone Gps: chi la spunta?

LA BATTAGLIA

In calo il giro d'affari di TomTom e Garmin a vantaggio di Google e Nokia che includono i software di navigazione in molti smartphone. Ma i top player passano al contrattacco con nuove soluzioni e funzionalità

di Patrizia Licata
I device per la navigazione in auto soffrono la concorrenza degli smartphone: oggi la tecnologia che dal satellite guida e controlla le automobili viene sempre più spesso incorporata nei cellulari intelligenti. Sono gli esperti stessi dell’industria a sottolineare il cambiamento di mercato in atto. Berg Insight, società di ricerca svedese sentita dall’International Herald Tribune, stima che il numero di device personali per la navigazione distribuiti in tutto il mondo arriveranno a 42 milioni nel 2011, in lieve crescita sui 40 milioni di quest’anno, per poi avviarsi a un graduale ma inesorabile declino: nel 2015 ne saranno distribuiti 30 milioni.

“Il motivo principale di questo trend è la diffusione degli smartphone”, spiega Tom Slob, analista della banca olandese Rabobank. “Player come Google e Nokia hanno deciso di fornire la tecnologia di navigation gratuitamente sui loro cellulari. Il mercato non sarà più lo stesso”.

Ciò non vuol dire che l’industria della navigazione per auto subirà necessariamente un colpo fatale. Aziende come Garmin e TomTom si stanno già attrezzando a reagire alla concorrenza, realizzando tecnologie di controllo del traffico in tempo reale e costruendo navigatori da inserire nei cruscotti per produttori d’auto come Renault, Mazda e Fiat. I player tradizionali vendono in alcuni casi strumenti da usare come applicazioni per la navigazione persino ai rivali Blackberry e iPhone.

“La tecnologia viene in parte assorbita dagli smartphone, in parte dai device interni al cruscotto”, afferma Kevin Rauckman, chief financial officer di Garmin. “L’industria sta rapidamente maturando, ma il nostro business non è finito”.

“Non c’è dubbio che gli smartphone stiano trasformando molti mercati, non solo quello degli apparecchi per la navigazione, ma anche quello delle fotocamere e dei media player”, aggiunge André Malm, senior analyst di Berg Insight. “Questi mercati non spariranno, ma subiranno profondi mutamenti”.

Il business della navigazione in auto ha tirato per cinque anni, dal 2003 al 2008, quando Google ha introdotto Android, il sistema operativo mobile che ha portato Google Maps e i programmi di navigazione di Big G ai cellulari. Da allora, secondo Gartner, 45 milioni di persone hanno comprato telefoni Android con funzionalità Gps. Nokia ha seguito l’esempio a gennaio 2010 regalando il software di navigazione Ovi Maps agli utenti dei suoi smartphone.

I principali attori tradizionali della navigazione per auto sono la svizzera Garmin, leader con uno share del 35%, l’olandese TomTom e la Mitac International di Taiwan (che possiede i marchi Mio, Navigon, Magellan e Navman). Queste tre aziende rappresentano il 68% del mercato, secondo Berg Insight. Ma le vendite di Garmin sono scese dell’11,4% nel terzo trimestre, mentre quelle di TomTom sono salite del 3% ma gli utili sono calati del 37%.

Rackman sottolinea tuttavia che i prodotti di Google e company non possono competere in termini di qualità e servizi con i device specializzati dei player tradizionali: “La nostra interfaccia utente è molto più semplice e noi di Garmin offriamo anche funzionalità avanzate come il riconoscimento vocale”. Tim Flight, direttore di GPSReview.net, sito Internet di settore, ritiene perciò che non sia ancora l’ora di dichiarare finiti i vecchi Gps per auto: “Molte persone, anzi, acquistano oggi il secondo device. Sono sicuro che l’utente meno esigente sia soddisfatto dai navigatori nello smartphone, ma quello più attento vuole un vero navigatore specializzato”.

16 Novembre 2010