Vodafone in debito con l'India: il conto vale 112 miliardi di rupie

IL CASO

Il salatissimo arretrato fiscale si riferisce all'acquisizione da parte del gruppo britannico dell'ex operatore mobile di proprietà di Hutchison Whampoa, oggi Vodafone Essar. Nuova Dehli vuole subito una prima tranche da 25 miliardi

di Patrizia Licata
La Corte Suprema dell’India ha ordinato a Vodafone di pagare una prima tranche della tassa di 112 miliardi di rupie che lo Stato asiatico esige dal gruppo delle telecomunicazioni britannico. Come noto, Nuova Dehli ha presentato a Vodafone un salatissimo e controverso conto di arretrati fiscali, pari a quasi 1,8 miliardi di euro, che secondo il governo indiano gli sarebbero dovuti come tassa sull’acquisizione da parte della telco britannica, nel 2007, delle attività dell’operatore mobile locale della Hutchison Whampoa, oggi Vodafone Essar. Vodafone si è sempre fermamente opposta all’istanza, facendo anche ricorso alle vie legali, con una disputa che è finita davanti alla Corte Suprema.

Quest’ultima ha però decretato che la telco deve versare 25 miliardi di rupie subito e fornire al governo una garanzia di pagamento da parte di una banca per altri 85 miliardi. La prima somma, cash, dovrà essere depositata entro tre settimane, mentre la garanzia deve essere presentata in otto settimane, riferisce l’Economic Times.

Il quotidiano economico rivela anche che il goveno olandese è intervenuto scrivendo alla controparte indiana e chiedendo una procedura alternativa per la risoluzione della disputa. Vodafone si è infatti avvalsa per l’acquisizione su cui Nuova Dehli esigerebbe l’imposta della unit Vodafone International Holdings, che ha sede in Olanda. Il governo indiano ha fatto sapere di aver ricevuto la lettera e che la richiesta sarà presa in considerazione.

15 Novembre 2010