Apple iAd sbarca in Europa, ma il mercato è scettico

MOBILE ADVERTISING

Per Idc la piattaforma di mobile advertising della Mela non ha futuro. Inserzionisti soddisfatti a metà: costi troppo elevati e interazione difficile con l'azienda. Intanto la compagnia promette una sorpresa per iTunes: in arrivo la musica su cloud?

di Patrizia Licata
Apple lancia ufficialmente questa settimana in Europa la sua piattaforma iAd, annunciando anche i nomi dei primi marchi che useranno il nuovo servizio di mobile advertising della Mela. Negli Usa iAd è attivo da aprile, ma l'accoglienza è stata a tinte contrastanti. Gli inserzionisti hanno infatti salutato con entusiamo l’ingresso di Apple sul mercato delle pubblicità mobili, sperando che potesse mettere il turbo a un formato pubblicitario che ancora viaggia a rilento e non ha realizzato le sue potenzialità. Ma all’entusiasmo è seguita la delusione per il prezzo alto delle inserzioni, il lento processo di produzione e il ritiro di alcuni clienti, come Chanel e Adidas. “Le ads di Apple sono costose e non è facile lavorarci”, si lamenta il digital chief di un'agenzia di media sentito dal Financial Times.

Apple ha rimandato per due volte nelle ultime settimane il lancio europeo di iAd e si è persino mostrata disponibile a rinegoziare in alcuni casi la soglia minima di spesa (1 milione di dollari) per l’ingresso nel suo programma di advertising mobile. Il lancio europeo permetterà a sviluppatori e inserzionisti del nostro continente di rivolgersi agli utenti di iPhone come già fanno sviluppatori e inserzionisti negli Usa. Tra i primi clienti potrebbero esserci L’Oréal, Renault e Nestlé. Alcune campagne arriveranno su iPhone e iPod touch già entro dicembre, ma la maggior parte sono previste per l’anno prossimo.

“Apple deve ancora capire come vendere la pubblicità. Non ha la necessaria infrastruttura”, secondo un top executive di un gruppo del marketing intervistato dal Ft. “I clienti non vedono ancora Apple come un player affidabile del mobile advertising e considerano iAd un esperimento, con del resto tutta la pubblicità mobile”.

A giugno il Ceo di apple Steve Jobs aveva detto che diverse aziende, tra cui Nissan e Unilever, si erano impegnate a investire in campagne pubblicitarie con iAd per un valore complessivo di 60 milioni di dollari. Problemi a parte, gli utenti di Apple rappresentano un target appetibile per gli inserzionisti e iAd offre la possibilità di creare campagne mirate e coinvolgenti grazie a un ricco formato digitale. Molti inserzionisti sono soddisfatti, afferma Alexandre Mars, chief executive di Phonevalley, la mobile agency del gruppo Publicis, pur notando che “l’interazione con Apple non è facile”.

Pessimista Karsten Weide, analista di Idc, secondo cui le pubblicità mobili di Apple negli Usa dovrebbero fruttare contratti per 105 milioni di dollari nel 2010, contro i 400 milioni di vendite per le pubblicità search e display di Google sullo stesso mercato. “Tra cinque-dieci anni, penso che Android e forse altri faranno sparire il servizio di Apple”. Anche se il brand della Mela ha un valore tale da rendere difficili previsioni così catastrofiche.

Intanto l’azienda capitanata da Steve Jobs annuncia per domani un mega-evento riguardante iTunes. Secondo alcuni osservatori (fra i quali Gene Munster di Piper Jaffray & Co.) si tratta del debutto della piattaforma cloud per la musica, che potrebbe pernettere l’accesso da qualunque device e i qualunque momento senza necessità di memoria. Apple sta sviluppando un data center a Maiden, nella Carolina del Nord, che dovrebbe essere ultimato entro la fine dell’anno. Il lancio di uno storage Apple potrebbe significare la conservazione da parte degli utenti di quantità enormi di film, serie tv e ogni altro tipo di contenuto multimediale. Regole permettendo.

15 Novembre 2010