Australia, Telstra verso la separazione di rete. Più vicino il broadband nazionale

AUSTRALIA

Semaforo verde della Camera (contraria l'opposizione) al disegno di legge sulla separazione strutturale del business dell'incumbent. L'approvazione al Senato spianerà la strada al roll out del mega-progetto del governo laburista. Ma l'Oecd mette in guardia dal rischio monopolio

di Patrizia Licata
La rete Internet ultraveloce australiana, che il governo sta progettando nella forma di network gestito dallo Stato, suscitando un nutrito coro di critiche, ha superato il primo ostacolo alla sua realizzazione: la Camera australiana ha approvato un pacchetto legislativo disegnato per stimolare la concorrenza sul mercato delle telecomunicazioni, primo passo per far avanzare il progetto. Il pacchetto di norme dovrà ora ottenere il disco verde del Senato per diventare legge a tutti gli effetti.

Il disegno di legge "a stimolo della competizione sul mercato telecom" serve a completare un accordo non vincolante da 11 miliardi di dollari australiani raggiunto a giugno con la maggiore telco del Paese, Telstra, che dovrà aiutare a costruire il network. La rete, una delle grandi promesse elettorali del governo Laburista (centro-sinistra) del primo ministro Julia Gillard, ha un costo di 43 miliardi di dollari australiani (42 miliardi di dollari Usa).

Il chief executive di Telstra David Thodey vorrebbe finalizzare l’accordo entro il 20 dicembre, di modo che sia poi sottoposto all’approvazione degli azionisti dell’azienda e dell’antitrust australiano. La vicina scadenza su cui preme Thodey sottolinea l’urgenza per il governo di ottenere il consenso dell’intero parlamento e far approvare la legge pro-concorrenza entro la fine del mese (in Australia è estate e il 25 novembre inizia un periodo di vacanza).

Il ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy ha affermato che la legislazione è "cruciale" per assicurare che l’accordo con Telstra vada avanti. Serve a far sì che la telco non usi la sua infrastruttura esistente per competere in modo sleale con gli altri operatori sulla nuova rete, mettendo a rischio il progetto per la banda larga prima ancora che venga avviato.

In base all’accordo, Telstra smetterà di usare parti del suo network in rame man mano che avviene il roll-out di ciascun miglio di rete in fibra ottica. All’azienda verrà chiesto una separazionestrutturale della rete (retail e all'ingrosso), cosicché la sua divisione retail non ottenga condizioni migliori rispetto agli operatori rivali che pagano per usare la sua infrastruttura di rete.

"Ogni giorno di ritardo sull’avanzamento della legge vuol dire prezzi più alti, meno scelta e meno servizi innovativi per consumatori e piccole imprese”, afferma Conroy.

Il boom dell’economia australiana, spinto dalla ricchezza di materie prime e risorse minerarie, è frenato dalla mancanza di sviluppo dell’infrastruttura It. Il Paese si colloca al 16mo posto tra le nazioni dell’Oecd per penetrazione di Internet ultra-veloce. E’ anche tra i Paesi più cari del gruppo per i servizi di comunicazione, specialmente il mobile broadband.

Il governo della Gillard ha dichiarato che il suo ambizioso programma è portare l’infrastruttura Ict del Paese nel 21mo secolo, offrendo velocità di connessione Internet fino a 1 Gigabit al secondo e fornendo servizi a valore aggiunto, tra cui applicazioni per l’e-health e l’e-learning nelle comunità remote.

Il fatto però che il nuovo network sarà gestito dallo Stato ha suscitato un’accesa controversia e l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd) ha chiesto un più attento scrutinio del progetto, perché potrebbe ripristinare un monopolio pubblico sul mercato telecom e frenare lo sviluppo di tecnologie rivali. Malcolm Turnbull, portavoce per le comunicazioni dell’opposizione Liberal-nazionale (che riunisce i partiti di centro-destra) ha proposto una legge diversa che commissiona un’indagine indipendente sulla rete da parte dell’authority australiana che vigila sulla produttività.

17 Novembre 2010