Telecom Italia (ancora) nel mirino del Fisco

CONTENZIOSO

Dop aver versato 418 milioni di euro per l'evasione Iva legata a Sparkle, l'azienda non scende a patti con l'Agenzia delle Entrate che contesta ulteriori 200 milioni non versati per altre cessioni immobiliari del gruppo

di P.A.
Telecom Italia ancora nel mirino dell'Agenzia delle Entrate. Lo scrive Milano Finanza, rendendo noto che nel mirino del Fisco sono finite le cessioni immobiliari della gestione del gruppo presieduto da Marco Tronchetti Provera. Dopo aver versato 418 milioni di euro per l'evasione dell'Iva legata a Telecom Sparkle e dopo la contestazione per 429 milioni di Ires non versati per la stessa vicenda, l'Agenzia delle Entrate chiede altri 200 milioni a Telecom. Ma questa volta la società non intende pagare. 

Nel dettaglio, il 27 ottobre scorso la Guardia di Finanza di Milano ha notificato a Olivetti Multiservices, controllata di Telecom Italia, un processo verbale con il quale ha contestato 198 milioni di euro di illegittima detrazione Iva effettuata nel 2005 e nel 2006. Nel mirino delle Entrate la cessione di 1.378 immobili del gruppo, finiti prima alla controllata Olivetti Multiservices che poi, a sua volta, aveva apportato 1.279 di questi immobili a due fondi immobiliari, il Raissa e Spazio Industriale.. Le quote di questi fondi, infine, erano state collocate a investitori istituzionali, mentre il 35% era finito alla Pirelli Real Estate che aveva partecipato in joint venture con gli investitori istituzionali.  Secondo l'Agenzia delle Entrate Olivetti Multiservices avrebbe indebitamente detratto l'Iva sugli acquisti di questi immobili apportati ai fondi.

Questa volta Telecom Italia ha deciso di non scendere a patti con il Fisco, diversamente da quanto accaduto per i 419 milioni di euro del caso Sparkle, versati a luglio aderendo alle richieste dell'Agenzia delle Entrate e ottenendo così uno sconto sulle sanzioni.

18 Novembre 2010