Apple "cede" alle telco. Sim embedded nell'iPhone solo dal 2012

IL CASO

La levata di scudi degli operatori, che minacciano di sospendere la distribuzione del Melafonino, convince Cupertino a rinviare il progetto

di Patrizia Licata e Federica Meta
Prima l'annuncio poi la marcia indietro. La Apple ha deciso di rinviare almeno al 2012 il lancio della carta Sim che permetterà alla casa di Cupertino di vendere direttamente i propri abbonamenti, facendo concorrenza agli operatori di telefonia mobile. A riportare la notizia il giornale francese Les Echos. La Mela si è dunque arresa - anche se parzialmente visto che il progetto non è stato cancellato ma solo rimandato - di fronte alla levata di scudi unitaria degli operatori mobili americani ed europei, con in testa Vodafone, France Telecom e Telefonica,  che hanno minacciato di non distribuire più iPad e iPhone.

La casa di Cupertino starebbe lavorando con la francese Gemalto, specialista nelle carte Sim, al fine di scegliere i componenti per una carta integrata col telefonino che permetta di cambiare operatore senza cambiare Sim, ma la Gemalto lavorando su questa carta si metterebbe a sua volta in contrasto con gli operatori di telefonia mobile che rappresentano il 50% del suo fatturato. Secondo Les Echos quindi anche Gemalto sarebbe "sotto la minaccia di uno stop degli ordini da parte degli operatori europei". Il direttore generale della Gemalto, Olivier Piou, interpellato in merito ha dichiarato: "Non farò commenti su queste speculazioni di stampa".

La sim card, insomma, appare come il nuovo terreno di scontro per operatori e vendor dove in palio c’è il controllo del rapporto con i clienti. La nuova tecnologia permetterebbe infatti ai consumatori di comprare i device e attivare il servizio direttamente dal sito della Apple e poi di aggiornare e modificare l'abbonamento sempre dal sito Internet della Mela.

E non solo gli operatori non sarebbero più il canale privilegiato per l’attivazione del servizio: rischiano di perdere più facilmente clienti a favore dei competitor, perché la sim embedded può permettere agli utenti di passare agevolmente da un provider all’altro, come anche di usufruire solo di contratti a breve termine.

Secondo Robin Bienenstock, analista di Bernstein, se Apple deciderà di introdurre l’iPhone con la sim embedded metterà in crisi il tradizionale rapporto tra operatori e clienti. “Una scelta del genere potrebbe rappresentare il primo passo di un processo in cui gli operatori mobili cedono il controllo sui clienti ai vendor di cellulari come Apple e vengono relegati a semplici fornitori di capacità”. Ma anche Apple rischia: la stessa Bienenstock stima che le vendite globali dell’iPhone potrebbero ridursi del 12% se gli operatori chiudono le porte ai sussidi per il costoso smartphone.

19 Novembre 2010