Operazione re-buying per Ericsson: reti in-house e servizi in leasing

L'IPOTESI

Ad annunciare l'ipotesi di riacquisto di parte dei network realizzati per le telco è Valter D'Avino, vice presidente dei Managed Services dell'azienda svedese. Ma sarà necessario un partner finanziario

di Patrizia Licata
Il colosso svedese Ericsson, produttore di attrezzature per reti mobili, potrebbe un giorno possedere proprio quei network che finora ha costruito per gli operatori telecom, creando una nuova, importante, fonte di revenue. Valter D'Avino, vice president of managed services di Ericsson, ha dichiarato alla conferenza della Morgan Stanley a Barcellona che ai carrier “piacerebbe poter effettuare l’offload di porzioni delle loro reti verso una terza parte, e questa terza parte potrebbe essere rappresentata da Ericsson più una società finanziaria”. Ericsson potrebbe poi offrire la capacità in leasing a operatori diversi, riporta Bloomberg.

D'Avino aveva già affermato in un’intervista con il sito Fierce Wireless a settembre che l’azienda era interessata a fornire, all’interno del suo portafoglio di managed services, la capacità come servizio. Oggi D'Avino fa notare che con la crescente pressione a ridurre i costi e al tempo stesso far fronte al boom del traffico dati, i carrier potrebbero essere spinti a vendere le reti e ricomprarsi la capacità - proprio il business in cui Ericsson sarebbe pronta a entrare.

"La nostra volontà di farlo c’è... siamo pronti a cogliere la sfida, ma ci vorrà tempo”, ha chiarito D'Avino alla Reuters. Molto dipenderà infatti dalla domanda degli operatori.

Ericsson, come noto, costruisce, aggiorna ed espande le reti di telecomunicazione. Una porzione crescente del suo revenue proviene anche dalla manutenzione e gestione dell’infrastruttura. “Nel futuro potremmo arrivare a costruire un network, possederlo e vendere la sua capacità", ha detto D'Avino. "Anziché vendere scatole, potremmo vendere servizi”.

In alcuni mercati emergenti, per esempio, per gli operatori potrebbe non aver senso costruire ciascuno una rete, col rischio di sovrapposizioni; potrebbe essere conveniente invece condividere un network con altri, o semplicemente condividere l’accesso a uno stesso network di proprietà di Ericsson. "E’ uno scenario possibile per le aree rurali o per le nuove tecnologie, come nel caso del 3G in India o dell’Lte in Europa", secondo D’Avino.

19 Novembre 2010