Il decollo dell'ultrabroadband? Questione di marketing

L'ANALISI

Analysys Mason: il 40% degli utenti non ritiene fondamentale l'alta velocità perché non ne conosce a fondo i benefici. La sfida per gli Isp è spingere sulla "promozione" per convincere i navigatori ad attivare i nuovi servizi

di Patrizia Licata
Internet super-veloce: a che cosa serve? La sfida per i service provider oggi è spingere verso l'adozione dei nuovi servizi e illustrare ai consumatori i benefici reali della banda ultra-larga: molti utenti, infatti, sia negli Stati Uniti che in Europa, non pensano che l’accesso all’ultrabroadband cambierà significativamente le loro attività online, come rivela l’ultimo studio di Analysys Mason.

Utilizzando i dati raccolti tramite il sondaggio Connected Consumer (lo studio di Analysys Mason sulle attività telecom e media di 6000 consumatori in Europa e Usa), il report “Ultra-fast broadband: price, positioning and identifying future applications” ha scoperto che per quasi il 40% degli interpellati la banda larga ultra-veloce non cambierà le attività condotte online e in più molti consumatori non si aspettano che la disponibilità dell’ultra-broadband li spingerà a modifiche significative del tipo di applicazioni che usano.

“Ciò indica che molti non conoscono quali nuove applicazioni ed esperienze saranno rese disponibili dalla banda larga ultra-veloce”, nota Martin Scott, senior analyst di Analysys Mason e autore del report. “Finché queste applicazioni non compariranno, i service provider potrebbero adoperarsi a sottolineare l’impatto positivo che l’ultra-broadband avrà sulla qualità dell’esperienza di Internet degli utenti, anziché insistere su killer application che ancora non ci sono”.

L’effetto cumulativo di un numero crescente di device connessi nelle case dei consumatori, che usano ciascuno parecchia banda, determineranno un picco di domanda che l’infrastruttura legacy broadband potrebbe non essere sufficiente a soddisfare. Molti consumatori indicano che condividere la connessione con altre persone sta già avendo un impatto negativo sulla qualità della loro esperienza di rete. Nel sondaggio Analysys Mason, il 20% del campione ha detto che una connessione a 100Mbit/s “permetterebbe di non subire rallentamenti di rilievo se altre persone a casa usano Internet nello stesso momento”.

L'opportunità per i service provider è allora far capire agli utenti che l'ultra banda larga può risolvere i potenziali problemi creati da più device connessi contemporaneamente. “I service provider dovrebbero segmentare il mercato e organizzare il marketing in modo più intelligente, illustrando alle diverse fasce di consumatori i benefici dell’ultra-broadband”, afferma Scott, che è anche il direttore del programma di ricerca “Fixed broadband” di Analysys Mason. “Alte velocità di accesso sono un’attrattiva per gli early adopters, ma le famiglie probabilmente sono più interessate alla simultaneità: per esempio, la possibilità di ricevere contenuti in alta definizione su più televisori, mentre altri in casa contemporaneamente accedono a Internet super-veloce”.

23 Novembre 2010