Crisi, il Giappone cede il 3% di Ntt per ridurre il debito pubblico

LA CRISI

Si stima un incasso di 2,2 miliardi di dollari. La principale candidata è la stessa compagnia di Tlc disposta a finanziare l'operazione su una piattaforma di scambio off-floor

di Patrizia Licata
Il governo giapponese venderà una quota del 3% dell’incumbent telecom Ntt (la Nippon Telegraph and Telephone Corp), ricavando circa 2,2 miliardi di dollari, secondo quanto riportano il quotidiano giapponese Nikkei Business Daily e l’agenzia di stampa Reuters. L’ipotesi di una cessione di azioni Ntt da parte del governo era stata già anticipata qualche giorno fa da Bloomberg, secondo cui Tokyo vorrebbe usare il ricavato per ridurre il debito statale o per finanziare alcuni progetti pubblici.

Ntt, ex monopolio di Stato e tuttora la più grande aziende telefonica del Giappone, ha ritirato qualche giorno fa il 7,97% delle sue azioni circolanti, portando la partecipazione del governo dal 33,7% al 36,6%. Per legge, lo Stato deve possedere almeno un terzo delle azioni di Ntt ma l’intenzione è di vendere ogni quota che ecceda tale soglia, secondo il Nikkei.

Ntt a sua volta progetta di ricomprare le azioni dal governo tramite una piattaforma di scambio off-floor, che evita che i titoli arrivino sul mercato. Né il ministero delle Finanze giapponese né la società telecom hanno per ora commentato, ma il calcolo del guadagno netto per Tokyo di 184 miliardi di yen o 2,2 miliardi di dollari si basa sul prezzo di chiusura delle azioni Ntt di venerdì scorso, pari a 3.860 yen per share. Secondo il Nikkei, il governo deciderà in seguito quale sarà il momento più opportuno per rivendere le azioni, monitorando le condizioni del mercato.

23 Novembre 2010