Riciclaggio, Fastweb e TI Sparkle pronte a costituirsi parte civile

L'INCHIESTA

Le due società puntano a ridurre il danno in caso di condanna degli imputati. Chiedono di costituirsi parte civile anche la Presidenza del consiglio, i ministeri dell'Interno e dell'Economia e l'Agenzia delle Entrate

di E.L.
Le società di telecomunicazioni Fastweb, Telecom Italia Sparkle e Swisscom hanno chiesto di costituirsi parte civile nell'ambito del processo su un maxi riciclaggio di due miliardi di euro e che vede imputate 27 persone tra cui gli ex ad Silvio Scaglia e Stefano Mazzitelli e l'imprenditore Gennaro Mokbel.

Le istanze, sulle quali si dovranno pronunciare i giudici della I sezione penale del tribunale di Roma, permetterebbe - secondo quanto esposto dagli avvocati - di ridurre il danno per le aziende nel caso in cui "si arrivasse ad una condanna di chi è al momento sotto accusa".

Le due società risultano indagate per presunte violazioni della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle aziende. 'L'azienda ha fatto fronte agli impegni - ha affermato l'avvocato Gian Domenico Chiazza, legale di Fastweb - La rappresentanza legale è di un altro dirigente rispetto ad Alessandro Parisi (l'ex amministratore delegato indagato in un filone dell'inchiesta ancora non concluso). Non ci dovrebbero essere problemi formali o sostanziali che imporrebbero di respingere la nostra richiesta".

Oltre alle due società hanno chiesto di costituirsi parte civile anche la Presidenza del Consiglio, il ministero degli Interni, quello dell'Economia e l'agenzia delle Entrate. Le questioni preliminari saranno risolte nelle udienze fissate per l'11, 18 e 21 dicembre.

23 Novembre 2010