Orascom-Vimpelcom fusione in bilico

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Dopo la vendita delle attività tunisine per 1,2 miliardi di dollari Naguib Sawiris, proprietario di Wind, potrebbe tornare sui suoi passi. Sulla fusione pesa anche l'incognita della cessione di Djezzy

di P.A.
Mentre scatta il conto alla rovescia per la maxi-fusione con i russi di Vimpelcom, con un mese di tempo fino all'assunzione di impegni vincolanti, Naguib Sawiris, proprietario di Wind e Orascom, secondo quanto risulta all'Adnkronos, starebbe valutando se rompere il "fidanzamento ufficiale" tra i due gruppi siglato con un annuncio il 4 ottobre scorso.

Dopo i buoni conti di Wind e gli 1,2 miliardi di dollari spuntati per l'operatore tunisino Tunisiana, il magnate egiziano potrebbe decidere di non fondere più la sua Orascom con la russa Vimpelcom. Lo scrive il Giornale, aggiungendo che Sawiris ha sistemato anche Wind Ellas (ceduta ai creditori a metà ottobre) e che dunque la situazione è migliorata rispetto all'annuncio della fusione con i russi che risale al 4 ottobre scorso.

Forse, prosegue il Giornale, anche Vimpelcom è poco convinta dell'operazione. Nella compagine azionaria della compagnia russa dopo il miliardario Mikhail Fridman figura con un pacchetto del 30% la norvegese Telenor che non ha apprezzato le condizioni economiche riconosciute a Sawiris. L'imprenditore egiziano dalla fusione ricaverebbe il 21% della nuova società.

Intanto, nella delicata trattativa con Algeri sulle sorti della controllata Djezzy, punta di diamante delle attività Tlc di Orascom, a dialogare con il governo algerino come unico interlocutore è un uomo di Sawiris, Khaled Bishara, già direttore generale di Wind. In questo caso il pomo della discordia è il prezzo: gli algerini mettono sul piatto un'offerta di due miliardi di dollari, Orascom ne chiede sette.

24 Novembre 2010