Opa di Prysmian su Draka, gli olandesi ci ripensano e aprono ai cinesi

IL CASO

Ieri erano state messe a tacere le voci sui negoziati con Tianjin Xinmao. Ma la partita non è chiusa. L'azienda italiana non è disposta a rilanciare

di P.A.
Il consiglio di gestione e quello di sorveglianza di Draka, fornitore di cavi per reti di telecomunicazioni nel mirino dell'italiana Prysmian (ex Pirelli Cavi), hanno deciso di avviare negoziati con Tianjin Xinmao, per esplorare l'offerta della società cinese sul gruppo olandese che fabbrica cavi. Lo si legge in una nota di Draka. La società olandese è stata oggetto di un'offerta di acquisto da parte di Prysmian.

Nella nota emessa ieri in serata da Draka si legge che "dopo un'iniziale valutazione dell'annuncianta intenzione di Xinmao di lanciare un'offerta pubblica di acquisto su Draka a 20,5 euro per azione e della validità di tale proposta, i consigli di gestione e di sorveglianza confermano di accettare l'invito di Xinmao ad avviare delle discussioni".

"In queste discussioni - si legge ancora - i consigli esploreranno il senso, i meriti e i rischi per tutti gli stakeholder di Draka (inclusi i suoi azionisti) di una possibile combinazione industriale di Draka con Xinmao".

Ai cinesi verrà inoltre consentito "di condurre alcune attività di due diligence" sul gruppo olandese. Ieri l'amministratore delegato di Prysmian, Valerio Battista, e quello di Draka, Frank Dorjee, avevano incontrato la stampa affermando che da Xinmao non era "giunta nessuna offerta, solo un comunicato stampa".

I cinesi hanno detto di voler pagare le azioni di Draka 20,5 euro in contanti mentre il gruppo italiano ha messo sul piatto 17,2 euro, una parte dei quali attraverso scambio di azioni. Prysmian ha fatto sapere di non essere intenzionata a rivedere al rialzo la sua offerta. Dalla fusione fra Prysmian e Draka nascerebbe il primo gruppo nel settore dei cavi, con un fatturato congiunto di 5,6 miliardi di euro. La newco sopravanzerebbe così Nexans, l'attuale numero uno del settore.

24 Novembre 2010