Wimax in cerca di rilancio. In arrivo il pc che si collega alla rete

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Copertura in ritardo, ma gli operatori che hanno investito nelle licenze sperano nell'appoggio del ministero dello Sviluppo economico per salvare il business

di P.A.
Wimax in cerca di rilancio, nonostante i ritardi di copertura degli operatori. Lo scrive Panorama Economy, presentando la novità a cui sta lavorando Linkem, società di telecomunicazioni fra i pionieri nello sviluppo del Wimax ma anche del wi-fi. Si tratta di "un pc portatile capace di collegarsi senza fili a internet tramite la rete Wimax, che consente di 'spargere' per chilometri via radio la connessione a banda larga da rete fissa, come avviene oggi con il wi-fi", si legge nell'articolo. Il primo pc portatile con scheda Wimax incorporata in Europa sarà lanciata sul mercato italiano fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, grazie a un accordo siglato nei mesi scorsi con la Intel. 

Fiducioso Davide Rota, amministratore delegato di Linkem, forte di un finanziamento di 24 milioni di euro ottenuto da una corda di banche capeggiata da Unicredit: "Il business sta perfettamente in piedi - dice Rota la gestione di un'antenna raggiunge il break even con 60 clienti e ripaga i costi con 120".

Nel complesso la situazione del Wimax non è particolarmente allegra. Il bacino potenziale della tecnologia sarà ridotto dal boom della trasmissione dati su rete mobile. A due anni dall'assegnazione delle frequenze, poi, "solo una parte degli operatori sembra in grado di soddisfare gli obblighi di copertura previsti dal bando di gara". I termini scadono il 30 novembre prossimo: ma sembra improbabile il ritiro delle licenze a chi non è in regola. Secondo Panorama Economy, i tecnici del ministero dello Sviluppo economico stanno lavorando a un criterio che salvi le regole senza mettere in ginocchio le aziende interessate. La soluzione è prevista per l'inizio di dicembre sarà accolta con soddisfazione dalle aziende che hanno creduto nel Wimax, come l'umbra Ariadsl e la milanese Retelit. Che hanno versato rispettivamente 47,5 e 23,3 milioni di euro solo per le licenze.


25 Novembre 2010