Banda ultralarga al Sud, il governo approva

PIANO SUD

Via libera al Piano Sud: partnership pubblico-privato per la realizzazione delle nuove infrastrutture di rete che dovranno azzerare il digital divide e soprattutto garantire la connettività ultrafast al 50% della popolazione delle otto regioni del Mezzogiorno. In programma anche l'informatizzazione delle scuole e centri ricerca su Ict e nanotecnologie

di Mila Fiordalisi
Portare la banda ultralarga al 50% dei cittadini del Sud Italia. E' questo uno degli obiettivi del Piano per il Sud da 100 miliardi di euro - di cui 20 in programmazione e 80 "non spesi o bloccati da mille rivoli'', ha puntualizzato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto - approvato oggi dal Governo attraverso due relativi decreti.

In dettaglio, il piano prevede la realizzazione di una rete a banda larga e ultralarga in grado di coprire l'intero territorio meridionale con nuovi servizi e di azzerare il digital divide che interessa vaste aree del Mezzogiorno. Otto le regioni coinvolte e 33 i capoluoghi di provincia interessati dall'infrastrutturazione. La realizzazione del Piano farà leva sulle partnership pubblico private.

Per restare all'Ict, nell'ambito del programma di razionalizzazione e ammodernamento delle scuole (in particolare quelle del I e del II ciclo), si integra anche il completamento dell'infrastrutturazione informatica dei laboratori didattici.

Il piano per il Sud prevede anche la realizzazione di tre-quattro centri di eccellenza scientifica in grado di attirare al Sud investimenti e cervelli intorno ai quali aggregare nuove imprese e dare impiego ai talenti che continuano ad emigrare dal Mezzogiorno. I centri di ricerca lavoreranno, fra gli altri, su Ict e nanotecnologie.

Il piano nazionale per il Sud rappresenta un atto di di impegno politico" che il governo ha inteso assumere "rispetto al tema della riduzione del divario territoriale", si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. "Il Piano anticipa l'applicazione dei criteri e degli indirizzi emersi nel dibattito comunitario" e le linee guida consistono ne "la maggiore attenzione all'efficacia degli interventi, la concetrazione su poche e rilevanti quistioni, l'imposizione di regole e condizioni preliminari all'impiego delle risorse".

Il provvedimento sarà trasmesso alla Conferenza unificata, alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e alle Commissioni parlamentari di merito.

26 Novembre 2010