Partnership pubblico-privato, chiave delle Ngn

REGOLE DI NUOVA GENERAZIONE

Il principio stabilito nel Mou firmato da operatori e Mse è la strada giusta per il deployment delle nuove reti ultrabroadband

di Angelo Castaldo ed Elisabetta Conte - Università Sapienza Roma
opo anni di discussioni tra operatori e istituzioni, il nodo degli assetti proprietari e di mercato per le Ngn sembra sciolto. Il 10 novembre il ministero dello Sviluppo Economico e i 7 principali player del settore hanno siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con cui si impegnano a costituire una società veicolo per la realizzazione dell’infrastruttura passiva.

Il ministro Romani è riuscito nel difficile compito di conciliare le differenti istanze di incumbent e Olo attraverso una soluzione che prevede il ricorso a modelli di partenariato pubblico-privato (Ppp), sfruttando le sinergie derivanti dalla cooperazione fra agenti privati e pubblici (come Regioni, Enti Locali e Cassa Depositi e Prestiti). A fronte di un risultato così importante, rimangono però ancora aperte questioni cruciali che riguarderanno l’applicazione della sussidiarietà. Nel MoU si legge che l’intervento si svolgerà “in aree definite in funzione di indici di natura socioeconomica e di densità abitativa, nonché delle infrastrutture esistenti.”

Inoltre si sottolinea che “il piano, prevedendo la realizzazione di un’infrastruttura passiva condivisa, è caratterizzato da un profilo di rischio basso tipico degli investimenti infrastrutturali delle utilities” e che dovrà garantire agli investitori il ritorno sul capitale investito e la restituzione dei finanziamenti ottenuti, condizione ritenuta indispensabile da tutte le parti coinvolte, ed in particolare più volte richiesta come pre-condizione essenziale, da Cassa Depositi e Prestiti. Infine si afferma che qualora si costituiscano società a livello regionale partecipate da organismi pubblici, il Governo si impegnerà ad assicurare il coordinamento del progetto anche attraverso la partecipazione del veicolo a tali società e la sottoscrizione del MoU da parte delle Regioni interessate.

A nostro avviso, il punto di forza del MoU risiede non soltanto nella definizione del principio di sussidiarietà (Stato/Mercato) ma, soprattutto, nella definizione di un principio di complementarietà (Stato, Enti Locali, Società partecipate da amministrazioni pubbliche locali) che potrà notevolmente ridurre il costo complessivo della realizzazione dell’infrastruttura passiva delle reti di accesso. Il MoU ponendo l’accento su un ruolo pro-attivo da parte di Regioni, Enti locali e società partecipate, consentirà in virtù della condivisione dei cavidotti delle infrastrutture già esistenti a livello locale di poter notevolmente ridurre i costi di ingegneria civile che rappresentano il 50-80% del costo totale di realizzazione delle nuove reti.

In altre parole, pur non sottacendo profili di possibili criticità nell’attività di coordinamento delle istanze delle diverse parti coinvolte (in particolare, su come si declinerà l’applicazione del principio di sussidiarietà), da grandi sostenitori del ricorso al Ppp per le Ngn (v. A. Castaldo, E. Conte, Partenariato pubblico-privato e banda larga: una possibile soluzione per l’Italia?, in Economia e Politica Industriale, n. 3/2010) riteniamo che la strada intrapresa sia decisamente la più idonea a garantire nei prossimi anni lo sviluppo delle Ngn in Italia. Considerata l’estrema importanza del principio, recepito dal MoU, della complementarietà delle iniziative del veicolo con quelle locali (già intraprese o di prossimo avvio), dell’esigenza di ridurre i costi amministrativi connesse alle diverse normative locali che disciplinano i lavori di scavo e posa, si auspica, al fine di rafforzare il processo di armonizzazione delle iniziative e delle procedure amministrative locali, un supporto incisivo della Conferenza Stato Regioni all’iniziativa del Governo.

29 Novembre 2010