Colao (Vodafone): 'I dati salveranno la redditività'

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Ma bisogna investire nelle reti mobili e nei servizi

Il calo della redditività nei servizi tradizionali? Verrà compensato dall’incremento del traffico dei dati. Lo afferma il ceo di Vodafone, Vittorio Colao, in una intervista rilasciata a Massimo Muchetti del Corriere della Sera. Il calo dei margini nella telefonia mobile “è un trend molto graduale, da governare sviluppando il traffico dati. Negli Usa il cellulare viene utilizzato per 600 minuti al mese, in India per 4-500 e in Europa per 200 minuti. C’è spazio per rinnovare il business”, spiega Colao.

Secondo il numero uno mondiale di Vodafone è necessario “investire su reti e servizi per aumentare i consumi: l’equazione dell’offerta comprende sì il prezzo ma anche gli investimenti, la qualità e gli sviluppi del servizio”.

Per Colao, i nuovi leader del settore “verranno dall’India per il numero e la creatività dei suoi cittadini e dalla Cina per numeri e competenze, in specie di pianificazione”. Concorrenti temibili, comunque, resteranno “Telefonica, Telecom Italia, France Telecom, Deutsche Telekom, At&T, in Africa Mtn e Zai, in India Bearti”.



Quanto alle reti di nuova generazione, “non si può consentire agli ex monopolisti della rete fissa di realizzare nuove reti chiuse ai concorrenti, né gli si può chiedere di investire senza adeguati ritorni”. Un’equazione che secondo Colao si può risolvere con due opzioni: “o l’incumbent fa il capofila di un gruppo di operatori che contribuiscono in misura proporzionale all’investimento, oppure si scorpora la rete in modo strutturale”.

Altro tema affrontato da Colao nell’intervista al Corriere della Sera è stato quello della redistribuzione delle frequenze radio che in tutta Europa (in Italia non è ancora chiaro come) verranno rese libere dal passaggio alla televisione digitale terreste. “Ogni Paese, credo, dovrà redigere un piano per rassegnare le frequenze in regime di neutralità tecnologica e coordinandosi fra Paesi”. E in Italia? “Per l’Italia c’è tutto il tempo di ragionare”.

04 Maggio 2009