Usa, Comcast sotto accusa per il "pedaggio" sui video

NET NEUTRALITY

Level 3 "costretto" a pagare una fee per il transito dei propri contenuti lancia il j'accuse: "Violati i principi della net neutrality". Ma Comcast si difende: "Il traffico è raddoppiato"

di Patrizia Licata
Nell’acceso dibattito sulla net neutrality in corso negli Stati Uniti, che ha visto negli ultimi giorni fronteggiarsi l’Fcc e l’opposizione dei Repubblicani del Congresso, sotto i riflettori è finita anche Comcast, il maggiore Internet service provider e operatore del cavo americano, per presunta discriminazione del traffico video che transita sulle sue reti.

Le accuse contro il colosso Usa sono giunte ufficialmente lunedì in tarda serata da parte di Level 3, operatore di rete Internet backbone, ma la vicenda risale a qualche giorno fa. Come spiega Thomas Stortz, Chief legal officer della società del Colorado, “Il 19 novembre 2010 Comcast ha informato Level 3 che, per la prima volta, avrebbe preteso una tariffa fissa per trasmettere film online e altri contenuti ai clienti di Comcast che richiedono tali contenuti. In questo modo, Comcast mette a tutti gli effetti un pedaggio all’ingresso della sua rete di accesso a Internet broadband e decide in modo unilaterale quanto far pagare per contenuti concorrenti rispetto alla sua offerta di cable tv”.

“Questa azione da parte di Comcast minaccia l’apertura di Internet e rappresenta un evidente abuso del controllo dominante che Comcast esercita sul mercato dell’accesso alla banda larga come maggiore provider via cavo del Paese”, continua Stortz. “Il 22 novembre, dopo essere stata informata da Comcast che la sua richiesta di pagamento era del tipo ‘prendere o lasciare’, Level 3 ha dovuto sottostare ai termini imposti, pur protestando, per evitare interruzioni del servizio per i consumatori”.

“Level 3 ritiene che l’attuale posizione di Comcast violi lo spirito e la lettera dei principi di Internet Policy proposti dalla Fcc, nonché altri regolamenti e statuti e le precedenti prese di posizione della stessa Comcast a favore di Internet aperto”, conclude Stortz. “Anche se il dibattito sulla neutralità della rete a Washington si è concentrato su quali azioni un fornitore di accesso alla banda larga potrebbe adottare per filtrare o discriminare contenuti in base alle richieste degli abbonati, la decisione di Comcast va oltre perché impedisce la trasmissione di contenuti concorrenti – a meno che non venga pagato il pedaggio – che gli abbonati desiderano. Comcast mostra così quali siano i rischi di un Internet chiuso, in cui un fornitore di accesso a Internet broadband retail decide se e come i suoi utenti possano interagire con i contenuti”.

Level 3, nota il financial Times, ha di recente vinto un contratto per trasmettere video per conto di Netflix, la cui espansione (trasmissione di film online in streaming) minaccia nel lungo termine il business di Comcast nella tv via cavo.

Comcast ha replicato alle accuse affermando che la sua rete ha dovuto fronteggiare un raddoppio del traffico da gestire per conto di Level 3, probabilmente in seguito all’accordo con Netflix. Secondo Comcast, il fatto di dover trasportare cinque volte più traffico per Level 3 di quello che transita nel verso opposto giustifica l’imposizione del pedaggio. Il colosso americano accusa a sua volta Level 3 di aver travisato quella che era semplicemente una trattativa commerciale e di averla inappropriatamente trasferita sul terreno del dibattito sulla net neutrality.

La contesa con Level 3 preoccupa Comcast che è ancora in attesa dell’approvazione del regolatore per la proposta di acquisizione di Nbc Universal, ancora in forse perché potrebbe dare al gruppo un ruolo dominante nel business del video. In un post sul blog ufficiale, Comcast ha spiegato di non aver agito in modo scorretto, anzi di aver già chiesto la stessa tariffa ad altri operatori di Internet backbone e che il pedaggio è giustificato dallo squilibrio tra la quantità di traffico Internet che consegna ai suoi abbonati per conto dell’operatore indipendente e la quantità di traffico che viaggia nel senso opposto.

30 Novembre 2010