Per le telco europee ripresa sì, ma a rilento

MOODY'S

Moody's: nel 2011-2013 le revenue torneranno a crescere dopo un anno di calma piatta, ma gli Olo saranno più esposti alla scia della crisi. Il mobile fa da traino, a patto che i carrier abbandonino le tariffe flat

di Patrizia Licata
Per gli operatori telecom della regione Emea tornano a crescere le revenues dopo la crisi; l’incremento del giro d’affari sarà probabilmente lento ma le misure adottate negli anni scorsi per ridurre i costi dovrebbero garantire flussi di cassa e margini solidi. E’ il quadro tracciato dal nuovo report di Moody's per il periodo 2011-2013: gli analisti della società di rating prevedono che, dopo un anno di entrate piatte nel 2010, le telco dell’area Emea beneficeranno di un tasso di crescita annuale composito (Cagr) dell’1%-3% nei prossimi tre anni. Circa la metà delle revenues totali del settore saranno generate nel 2010 dagli operatori europei.

"Dai dati disponibili oggi osserviamo segnali di ripresa e maggiore stabilità delle entrate, anche se le aziende saranno ancora toccate dalle ultime ramificazioni della recessione”, afferma Moody's. La società si aspetta che le strategie di riduzione dei costi, che le telco continuano a perseguire, alimenteranno la redditività e "daranno la possibilità di accrescere gli investimenti nell’aggiornamento delle reti e nell’accesso di nuova generazione”.

La spesa di capitale delle telco europee è stata di 50 miliardi di euro nel 2010, un calo del 10% rispetto al 2009; Moody's pensa che il rapporto capex/revenue si attesterà intorno al 13%-15% il prossimo anno, alzandosi verso la parte alta della forbice man mano che la crescita delle entrate, grazie ai servizi che usano parecchia banda, spingerà a investire di più nelle reti.

Le aziende telecom di rete fissa hanno rappresentato il 70% del capex totale nel 2010 e tre quarti della cifra si deve agli incumbent. Tuttavia, solo una piccola percentuale di questa spesa di capitale è stata diretta verso le nuove tecnologie di accesso basate sulla fibra, nota Moody's, confermando la previsione dell’Itu secondo cui occorreranno 300 miliardi di euro in tutta Europa nei prossimi anni per l’upgrade verso la fibra e per soddisfare la richiesta di broadband.

Le difficoltà associate con la realizzazione delle reti Ngn non sono però le uniche che gli operatori incumbent si trovano a fronteggiare. "Il taglio alle spese del settore pubblico, che mira a ridurre il defit statale, potrebbe mettere nuova pressione sulle entrate di alcuni incumbent, anche se non ci aspettiamo perdite di revenue significative solo per effetto di questi tagli”, scrive Moody's nel suo report.

In effetti, a metà ottobre l’incumbent britannico Bt ha firmato un memorandum of understanding con il governo Uk – che rappresenta fino al 10% delle sue entrate – e contemporaneamente ha confermato il suo outlook. Qualche giorno dopo la telco rivale Cable & Wireless Worldwide ha raggiunto un accordo col governo per assicurarsi che tutti gli attuali contratti siano confermati - l’operatore alternativo britannico a luglio aveva emesso un warning sui profitti proprio per la sua esposizione ai tagli alla spesa pubblica.

Tuttavia, secondo Moody's, i provider di rete alternativi sono in generale meno resistenti a un quadro economico difficile rispetto agli incumbent, perché non possiedono la stessa flessibilità finanziaria. "Nel tentativo di proteggere la loro posizione finanziaria, potrebbero danneggiare la qualità del servizio, se tagliano i piani di espansione e le spese commerciali”; questo potrebbe renderli in definitiva meno competitivi rispetto agli incumbent nel lungo termine, afferma Moody's.

In più, i tagli alla spesa pubblica e le strategie di risparmio delle aziende potrebbero creare maggiori difficoltà agli operatori alternativi che a quelli tradizionali. "Basti pensare che nel 2009 il settore pubblico ha contribuito per il 48,3% alle entrate di Global Crossing Uk, ma solo al 10% di quelle di Bt”, nota Moody's. "E nel rinegoziare i contratti con aziende attente alle spese, operatori alternativi come Global Crossing Uk potrebbero essere costretti a concedere molto sul prezzo per trattenere il cliente”.

Il report di Moody's copre anche il settore mobile, che resta il principale motore di crescita dell’industria ma non è esente da problemi. La penetrazione degli smartphone cresce e il relativo aumento nell’uso dei servizi di banda larga mobile è una buona notizia per l’industria, ma la sfida, dice Moody’s, "sarà sviluppare nuovi modelli di business che sfruttano diverse fonti di spesa dell’utente finale, perché i consumatori hann scarsa inclinazione a spendere di più sui servizi tradizionali”. In particolare, “gli operatori dovrebbero abbandonare le tariffe flat a favore di tariffe differenziate in base all’utilizzo per guadagnare di più da chi utilizza di più la rete".

01 Dicembre 2010