Asta frequenze. E' tutti contro tutti

LA GUERRA DELLO SPETTRO

Tiscali, Telecom Italia e H3g sul piede di guerra contro la gara Lte e il beauty contest riservato ai broadcaster televisivi. Soru: "Spettro gratis per tutti o paghino tutti". In rivolta anche le locali che escono sbattendo la porta dal consorzio Dgtvi. E intanto la Kroes bacchetta i ministri Tlc: "Basta tentennamenti, frequenze alle telco entro il 2013"

di Paolo Anastasio
Asta frequenze, è tutto contro tutti. In Italia e in Europa. Mentre le telco scendono sul piede di guerra contro la “gara-salasso” al grido di “fate pagare anche le tv”, le emittenti locali escono sbattendo la porta dal consorzio Dgtvi. E intanto da Bruxelles il Commissario all’Agenda digitale Neelie Kroes mette fretta ai ministri delle Tlc: “Meno tentennamenti, o non si centra l’obiettivo del 2013”.

Alzano la voce Tiscali, Telecom Italia e H3g, contro il beauty contest riservato ai broadcaster televisivi. Secondo Renato Soru, numero uno di Tiscali, "è ora di dare le frequenze a tutti gratis o a tutti a pagamento, ed è ora di realizzare la convergenza tra rete mobile e rete fissa". Tra l'altro, sottolinea Soru, la risposta secondo cui la tv è servizio pubblico non è sensata perché, ha osservato, "molte tv non le guarda nessuno". Senza dimenticare il problema risorse finanziarie: "Io - ha rilevato - rappresento una società senza soldi, che però non vuol dire senza opportunità e senza posti di lavoro".

Sulla stessa linea d'onda il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, che considera "condivisibile" questo punto di vista: "Sul fatto che le frequenze messe all'asta dovrebbero essere gratuite sono d'accordo. Le frequenze - ha aggiunto - sono indispensabili per gestire lo sviluppo e bisogna che l'asta si faccia. E' comunque ovvio che meno si paga meglio è, al fine di realizzare gli investimenti".

Intervenendo al convegno organizzato da Business International sulla questione si è espresso anche Vincenzo Novari, amministratore delegato di H3g: "Non si capisce perché per le telecomunicazioni le frequenze sono a pagamento e per la tv, per definizione, sono gratuite". Gli operatori di telecomunicazioni si riferiscono all'asta per le frequenze Lte, destinate al loro settore, da cui il Governo si aspetta di ricavare 2,4 miliardi mentre è atteso anche il beauty contest per l'assegnazione ai gruppi televisivi di cinque multiplex in digitale.

Che l'asta per le frequenze, sia un tema molto delicato è stato evidenziato anche dal commissario dell'Autorità per le Tlc, Stefano Mannoni, che ha definito l'impegno "l'incombenza più terrificante" che è stata assegnata all'organismo regolatore, anche perché, ha sottolineato, "abbiamo 600 tv locali che godono di una protezione feroce" e "il Tesoro vuole fare cassa, e questo è sacrosanto". Secondo Mannoni, poi, "con l'asta non si deve correre il rischio di riproporre squilibri concorrenziali".

Ma le tv locali non sono dello stesso avviso di Agcom. Le 450 emittenti che fanno capo a Aeranti-Corallo e alla divisione “locali” di Frt rompono con Dgtvi:: "Non rappresenta gli interessi del comparto". E puntano il dito contro il vincolo, contenuto nella Legge di stabilità (comma 10), che obbligando le aziende a un’attività esclusivamente locale preclude loro la possibilità di affittare capacità trasmissiva a operatori nazionali. Una logica che, secondo le tv, corrisponde a una manovra di accerchiamento contro il nuovo entrante Sky.

Anche il fronte europeo si scalda. In vista del Consiglio dei ministri Tlc di domani il Commissario all'Agenda digitale mette fretta agli Stati. “Non esitare nell'adozione di politiche per la liberazione della banda 800Mhz, anche se si tratta di operazioni difficili”. O non sarà possibile riallocarla alle Tlc entro il 2013. “La commissione è convinta che la data del 2013 sia un obbiettivo necessario oltre che realistico - dice Kroes -. Noi vogliamo incoraggiare tutte le azioni che potranno rimuovere gli ostacoli al raggiungimento di questo obbiettivo”.

02 Dicembre 2010