Kroes: "E' tempo di Internet delle cose"

INTERNET DELLE COSE

Il commissario alla Digital Agenda illustra la sua proposta Future Internet PPP che mira a dare vita a piattaforme open attraverso partnership pubblico-privato. "Dobbiamo superare la frammentazione locale"

di Patrizia Licata
L’unione di Internet mobile, cloud computing e reti di sensori è alla base della cosiddetta "smart economy" o “Internet delle cose" o anche, nelle parole usate dal commissario Neelie Kroes nel suo intervento al quarto Summit pan-europeo sulla proprietà intellettuale, “un biglietto che ci assicura una vita migliore”. Per preservare la sua leadership in questi settori l’Europa deve far collaborare pubblico e privato e puntare su “piattaforme e innovazioni aperte”, ed è esattamente questo il cuore della proposta della Future Internet Public Private Partnership, o Future Internet PPP.

“L'innovazione aperta è una tematica fondamentale per il raggiungimento di molti dei nostri obiettivi in termini di competitività nei prossimi anni”, ha affermato la Kroes. La concorrenza sulle piattaforme non aiuta lo sviluppo e l’investimento in servizi online di nuova generazione, ha aggiunto il commissario Ue alla Digital Agenda.

Oggi viviamo una “rivoluzione digitale permanente”, ha detto la Kroes. La consequenza più evidente è che il traffico Internet sia su reti fisse che mobili sta crescendo di circa il 50% ogni anno. Una parte sempre più cospicua delle nostre attività economiche e sociali si sta trasferendo online. Il consumo di media digitali cresce a due cifre. I social network stanno scalzando i media mainstream: il 96% di chi ha meno di 30 anni possiede un account su un sito sociale.

Il futuro riserva nuove evoluzioni e opportunità. “Le infrastrutture e i processi di business diventano più smart”, ha notato la Kroes. “Tali processi, che siano di natura pubblica o privata, sono sempre più globalizzati e ciò esige connettività Internet e capacità di banda maggiore. Occorrono anche più flessibilità ed efficienza e più potere di elaborazione: dobbiamo sfruttare al massimo le caratteristiche fondamentali di Internet, connettività e computing”.

Ma l’Ue è pronta a cogliere le opportunità di un mondo iperconnesso? “Anche se l’Europa rappresenta più del 30% dei mercati Ict globali, la nostra presenza nell’innovazione Internet non è al livello del know-how delle nostre industrie, dei nostri centri di ricerca e innovazione”, secondo la Kroes. “Dobbiamo agire per modificare questo stato di cose, facendo leva per esempio sulla nostra leadership nella tecnologia mobile o sulla nostra forza nei sistemi embedded e reti di sensori. L’unione di queste tecnologie rende possibili le comunicazioni M2M o machine to machine: qui l’Europa ha il primato con un market share del 43%, in crescita del 25% l’anno. Dobbiamo preservare il nostro posizionamento facendo collaborare settore pubblico e privato ed è quello che propongo con la Future Internet PPP”.

“Il piano è audace e vuole rispondere alle esigenze di settori come telemedicina, gestione intelligente dell’energia, ottimizzazione del trasporto urbano, smart cities”, ha continuato la Kroes. “Come istituzione pubblica la nostra priorità ovviamente sono i processi di business di natura pubblica. Da qui partiamo per guidare la prossima rivoluzione di Internet a livello europeo”.

Il commissario alla Digital Agenda ha indicato precisi obiettivi: “Innanzitutto, vogliamo cogliere le opportunità offerte dalle nuove applicazioni Internet per riposizionare le nostre industrie e i nostri innovatori come attori di primo piano nell’Internet di domani. Non ci accontentiamo della seconda fila”. E poi, “vogliamo portare le innovazioni e i benefici dell’Internet di domani direttamente ai nostri cittadini”. Infine, “solo dando il nostro contributo attivo possiamo assicurarci che i profondi valori europei come la privacy e la governance trasparente diventino parte integrante dell’Internet di nuova generazione”.

L’Europa non comincia da zero: diverse città hanno avviato progetti pilota e si tratta del modello al quale guardare, anche considerando che quasi l’80% degli europei vive in città. Il mondo ha sempre più bisogno di queste soluzioni perché si urbanizza in misura crescente. “L’Europa dovrebbe battere la concorrenza sul tempo e vendere le sue soluzioni al resto del mondo”, afferma la Kroes.

Alcuni esempi: la gestione smart del traffico a Stoccolma, con l’istituzione di un pedaggio, che ha aiutato a ridurre il flusso di macchine del 22%, le emissioni di CO2 del 20%, e potenziato l’utilizzo del trasporto pubblico; la sperimentazione di un sistema intelligente di smaltimento dei rifiuti a Nizza; l’erogazione smart dell’energia allo studio ad Amsterdam; "Real Time Rome", iniziativa romana per il trasporto intelligente, o "Paris 2.0", per il controllo dell’inquinamento a Parigi. Sono tutti esempi di servizi per le città resi possibili da sensori connessi a Internet.

Ma se i progetti pilota sono eccellenti e necessari, "non possiamo limitarci a pensare a livello locale”, ha sottolineato la Kroes. “Dobbiamo porre fine alla frammentazione delle nostre iniziative e delle nostre risorse allargandole a livello europeo”.

Sarà necessario a tal fine fornire alla comunità di ricercatori e innovatori europei una piattaforma che consente sperimentazioni su vasca scala e la valutazione delle applicazioni dei servizi smart in condizioni reali. Il Future Internet PPP porta questo approccio ancora un passo avanti, avvicinando la ricerca all’innovazione e spingendo alla collaborazione tra i diversi Paesi europei.
“Con la Future Internet PPP vogliamo fornire una piattaforma di comunicazione e calcolo aperta e versatile”, ha spiegato la Kroes. “L’apertura è centrale per il successo dell’iniziativa. Il PPP contempla diversi casi d’uso, non solo nel settore Ict. Per esempio coinvolge nuovi attori nella catena del valore di Internet, come gli operatori sanitari, le aziende dei trasporti, le utility”.

Il settore pubblico svolgerà il ruolo di catalizzatore. Perciò gli enti pubblici hanno una responsabilità nel definire e scegliere gli standard. “Ritengo che debbano usare il proprio potere per assicuare l’apertura delle piattaforme, l’unica che garantisca anche l’innovazione che sale direttamente dagli utenti”, ha affermato la Kroes. “Queste sono le condizioni per il successo della Future Internet PPP e sappiamo che l’industria appoggia il nostro modello. Il passo successivo è un processo condiviso in cui la conoscenza è messa a disposizione di tutti in maniera aperta e trasparente per sviluppare prodotti e servizi Internet-based sulla nuova piattaforma”.

Il Future Internet PPP è implementato all’interno del programma quadro dell’Ue per la ricerca che prevede anche una serie di norme sulla protezione della proprietà intellettuale. Perciò la conoscenza prodotta sarà principalmente usata da chi partecipa alle iniziative, ma le specifiche della piattaforma saranno contenute in documenti tecnici e potranno essere usate da terze parti a condizioni eque e non discriminatorie. I fondi verranno assegnati entro Pasqua 2011, ha promesso la Kroes: “Si tratta di circa 300 milioni di euro, che possono sembrare una goccia nell’oceano di Internet, ma sono sufficienti per creare una dinamica molto positiva tra gli innovatori di Internet europei”.

03 Dicembre 2010