Prysmian-Draka: "Si rischia un nuovo caso Volvo"

L'ALLARME

L'Ad Battista lancia l'allarme: pericolosa l'acquisizione da parte dei cinesi. "Il management scandinavo è ai ferri corti con i nuovi proprietari asiatici"

di P.A.

Passano i giorni ma la vicenda Prysmian-Draka continua ad attirare l'attenzione i mercati internazionali. L'ultimo atto, si legge in un articolo di Milano Finanza, è andato in scena ad Amsterdam, dove ieri un quotidiano ha avanzato l'ipotesi secondo cui Prysmian potrebbe incrementare l'offerta per Draka, il gruppo di cavi olandese messo nel mirino contemporaneamente dalla società italiana e dalla cinese Xinmao. La situazione pero' non e' definita. I cinesi di Xinmao hanno annunciato di voler rilanciare e di essere pronti a offrire 20,5 euro per azione (circa 1 milardo euro in totale), anche se finora non è mai stata depositata una proposta ufficiale.

Valerio Battista, amministratore delegato di Prysmian, ha detto di non avere prova del fatto che il governo di Pechino sostenga Xinmao, ma si dice che la compagnia è troppo piccola per una acquisizione così grande. "Non dovrebbe essere possibile", ha aggiunto, "che con aiuti di stato si possa acquistare un grande gruppo europeo che possiede molta tecnologia". Si rischia un nuovo caso Volvo. "La nuova proprietà cinese (della casa automobilistica svedese ndr) è ai ferri corti con il management svedese sulla direzione strategica. I cinesi vogliono costruire rapidamente nuove fabbriche in Cina per focalizzarsi sul mercato interno, in parte per ricompensare le autorità locali dell'assistenza fornita nell'acquisizione. Ma gli svedesi vogliono prima di tutto un piano industriale solido. Penso che possa accadere anche a Draka", conclude Battista. 

Ieri Prysmian aveva sofferto per rumors di stampa che la vedevano intenzionata a rilanciare su Draka, pur senza superare i 20,5 euro messi sul piatto dalla rivale cinese (Prsymian ha offerto 17,20 euro in parte cash in parte in azioni).

Va anche rilevato che ad ora Xianmao non ha formulato nesuna offerta formale. Lo stesso Ministero del Commercio della Cina ha fatto sapere di non aver ricevuto ad oggi nessuna richiesta da Xianmao, pur precisando di essere favorevole agli investimenti all'estero da parte di aziende cinesi.

07 Dicembre 2010