Telco contro web company, France Telecom: pedaggio per Google & Co.

BOOM DEI DATI MOBILI

L'ad Stephan Richard rilancia l'allarme di Franco Bernabé sul business delle Tlc minacciato dai content provider: "Serve un sistema di pagamenti per l'utilizzo dei network". La replica delle web company: "Allora si spartiscano anche le entrate degli abbonamenti"

di Patrizia Licata
Gli operatori telefonici europei mettono da parte le rivalità e si uniscono nella "guerra fredda" - così la chiama Bloomberg -  contro i grandi produttori di contenuti del web e del mobile. Il tema, affrontato già in ottobre dall'Ad di Telecom Italia Franco Bernabè, è stato rilanciato ieri dal numero uno di France Telecom nel corso del convegno Le Web di Parigi: “E’ necessario creare un sistema di pagamenti per l’utilizzo delle reti” ha detto Stephane Richard, proponendo un "new deal" aperto a Telecom Italia, France Telecom, Vodafone e Telefonica, che punta a ottenere la collaborazione di Google, Apple, Facebook e di tutti i provider negli investimenti di rete necessari per gestire il traffico.

“I service provider inondano le nostre reti e non hanno alcun incentivo a ridurre i costi”, aveva affermato già lo scorso mese il Ceo di France Telecom riprendendo la tesi lanciata da Bernabè: se agli investimenti non corrisponde un guadagno, questa l'idea del capo di Telecom Italia, “si compromette la sostenibilità economica dell’attuale modello di business per le aziende telecom”.

Idc stima che anche se il numero di connessioni dati mobili in Europa occidentale crescerà in media del 15% l’anno arrivando a 270 milioni nel 2014, il guadagno per utente scenderà di circa l’1% l’anno. Nello stesso arco di tempo, la spesa annuale degli operatori in nuove reti aumenterà del 28% rispetto al 2009 fino a toccare circa 3,7 miliardi di dollari, prevede la società di ricerche Canalys. Aziende come Google e Yahoo! “usano le reti di Telefonica gratuitamente, il che va bene per loro, malissimo per noi”, aveva detto Alierta a febbraio. “Non si può andare avanti così”.

Non che gli operatori non sia avvantaggiati dal boom nell’utilizzo dei dati in mobilità: il revenue dati su mercato interno di France Telecom, il secondo maggior venditore di Apple iPhone dopo At&t, è aumentato del 24% nel terzo trimestre. Ma secondo Richard l’esplosione dei dati è “una sfida per carrier come noi”, e “ci spinge a chiederci quale sia il giusto business model”. Gli operatori sono sempre più tentati di far entrare nel nuovo modello di business i service provider, trasferendo a loro parte dei costi.

I service provider, però, obiettano che pagano già abbastanza: “Attualmente circa il 40% delle nostre spese sono comunque destinate alle reti: server, peering, rete di content delivery e altre risorse”, afferma Giuseppe de Martino, direttore legale del provider di video online parigino Dailymotion. “Se gli operatori telecom vogliono dividere con noi le spese, allora dovrebbero dividere con noi anche le entrate degli abbonamenti”.

10 Dicembre 2010