TRIPWIRE. Il telefono la tua "croce"

TRIPWIRE

di Piero Laporta
A proposito di operatori telefonici disinvolti, un tam tam echeggia nei commenti a Tripwire. Ben cinque episodi vengono riferiti e tutti molto concreti, con l’indicazione dell’operatore che traligna. Tali fatti dovrebbero dare una scossa all’Agcom, anche perché numerosi amici ci hanno telefonato, senza dimenticare i lettori che, pur indirizzandoci delle mail “private”, sono altrettanto furiosi di quelli usciti allo scoperto.

L’Agcom dovrebbe intervenire, non solo per restituire correttezza al rapporto fra fornitore e cliente, ma perché l’etica di questa relazione ha riflessi più ampi di quanto appaia. Il cittadino percepisce il costo dei servizi come una tassa. Giusto o sbagliato che sia, le tariffe possono apparire sostenibili soltanto se è paritario il rapporto cittadino- operatore.

L’esperienza invece lascia il sospetto che gli operatori vedano i cittadini in posizione subordinata e vulnerabile al sopruso. La ripetizione dei misfatti pone le agenzie di servizi in una luce analoga a quella dei briganti di passo, i quali esigevano denari dai viandanti in ragione della loro posizione di forza. Essi non apparivano più brutali del necessario, convincenti tuttavia, così come corrivi al compromesso coi potentati del tempo, i quali, a loro volta, finché conveniente, ne facevano strumento del potere.

Il ritorno a modelli barbari di governance, quantunque per forniture hitech, non vulnera solo la microeconomia familiare ma inasprisce la sfiducia nelle istituzioni. In attesa che l’Agcom si svegli, ricordiamo che fu costituita per prevenire e curare questi malanni. Ricordiamo che innumerevoli sono anziani e indifesi, i quali difettano pure della consapevolezza del torto subito.

13 Dicembre 2010