Telecom vs Tronchetti: "Decidano gli indipendenti"

IL CASO

"L'azione di responsabilità sia stabilita da chi non ha legami con la passata gestione e con la galassia Mediobanca-Generali-Pirelli": lo chiede l'economista Salvatore Bragantini

di Alessandro Castiglia
Deloitte ha concluso il suo lavoro e ha consegnato a Telecom Italia il rapporto sulla gestione dell’azienda ai tempi delle deviazioni della security di Giuliano Tavaroli e del caso Sparkle, già costato 500 milioni al gruppo . Sulla base di tale rapporto, il cda di TI deciderà, forse già domani, se proporre o meno all’assemblea dei soci l’azione di responsabilità contro Marco Tronchetti Provera, Carlo Buora e gli altri top manager che hanno guidato l’azienda a quei tempi. Il cda dovrà valutare se chi guidava il gruppo era al corrente delle deviazioni e abbia fatto poco e punto per impedirle o se comunque abbia tenuto un comportamento lesivo dell’interesse di Telecom Italia.

In un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, l’economista Salvatore Bragantini chiede che del caso si occupino soltanto i consiglieri indipendenti dalle passate gestioni e dalla ragnatela di partecipazioni azionarie (Mediobanca, Pirelli, Generali) direttamente o indirettamente connesse alla passata gestione.
”Sarebbe un bel segnale – osserva Bragantini – se fossero soltanto i consiglieri indipendenti, privi di legami attuali o passati con la vecchia gestione, a decidere se proporre all’assemblea di Telecom Italia l’azione di responsabilità”. Un tale comportamento, tra l’altro, sarebbe coerente con le nuove norme Consob sulle “parti correlate” nelle società quotate. “Bisogna essere indipendenti oltre che equilibrati – conclude Bragantini – E anche avere un modicum di coraggio”.

15 Dicembre 2010