4G, l'Occidente apripista. Ma l'affermazione sarà in Oriente

LTE

Wireless Intelligence: nel 2015 sarà l'Asia-Pacifico il più grande mercato mondiale per l'Lte. Fondamentali per l'affermazione le agende dei governi e il quadro regolatorio, soprattutto in materia di spettro. Punto di svolta per l'adozione la tecnologia Voice over Lte

di Patrizia Licata
Le connessioni Lte supereranno quota 1 milione nella prima metà del 2011 e arriveranno a 300 milioni entro il 2015, pari al 4% delle connessioni mobili mondiali, man mano che gli operatori wireless di tutto il mondo accelererano l’implementazione delle tecnologie di rete di nuova generazione. In base alle previsioni tracciate nello studio “Global Lte network forecasts and assumptions 2010-2015” condotto da Wireless Intelligence, l’Asia Pacifico diventerà il maggior mercato mondiale per l’Lte tra quattro anni: il 43% delle connessioni globali si troverà qui (contro il 24% dell’Europa occidentale e il 18% di Usa e Canada). La Cina – già il più vasto mercato mobile – dovrebbe rappresentare per il 2015 circa la metà del totale delle connessioni 4G dell’Asia Pacifico.

Tuttavia, continua lo studio, la migrazione verso le reti Lte sarà guidata all’inizio dagli operatori di Europa occidentale e Nord America, che insieme rappresentano il 70% delle connessioni Lte globali nel 2010 (contro il 27% dell’Asia-Pacifico). Ciò è legato al fatto che le prime realizzazioni di reti Lte si devono a operatori occidentali, come l’europea TeliaSonera e l’americana Verizon Wireless. L’Asia Pacifico diventerà gradualmente la più grande regione per l’Lte man man che la migrazione al 4G prenderà piede anche tra le principali economie dell’area, come Cina, Giappone, Indonesia e Sud Corea.

Più lenti a passare all’Lte saranno invece i Paesi dell’America centro-meridionale e dell’Africa, che insieme rappresenteranno appena il 5% delle connessioni nel 2015.

"L’introduzione delle reti Lte riflette lo spostamento dell’industria delle telecomunicazioni verso l’erogazione di servizi basati su cloud e convergenti, e lo sforzo per un miglioramento della user experience", commenta Joss Gillet, senior analyst di Wireless Intelligence e autore del report. "Le nostre nuove stime mostrano che l’Lte viene adottato dagli operatori di tutto il mondo ma il ritmo della migrazione verso il 4G varia da Paese a Paese: sarà molto più veloce laddove il mobile broadband è in cima all’agenda dei governi e gode di un quadro regolatorio favorevole, specialmente in merito all’allocazione dello spettro. Tuttavia, creare un ecosistema redditizio per le nuove reti richiederà tempo e ci vorranno alcuni anni perché i servizi Lte soddisfino le aspettative".

Lo studio si basa sui progetti Lte noti, implementati o messi in agenda per i prossimi cinque anni, India esclusa. Wireless Intelligence prevede che 19 network saranno già attivati entro fine 2010, tra cui quelli che partiranno tra breve in Giappone (con Ntt Docomo), Germania (Deutsche Telekom) e Emirati Arabi (Etisalat). Il totale delle connessioni Lte globali sarà di 350.000 a fine 2010.

"L’adozione da parte degli utenti viene oggi trainata dalla domanda di servizi su banda larga che ruotano intorno ai dati”, spiega Gillet, “ma l’introduzione della Voice over Lte (VoLte) intorno al 2012 sarà il 'punto critico' per la vendita dei cellulari Lte al mercato di massa e metterà l’acceleratore alla crescita delle connessioni. Nel breve termine, invece, i prezzi alti e la disponibilità limitata renderanno bassa la penetrazione dei cellulari Lte”.

15 Dicembre 2010