Terminazione mobile. Bertoluzzo: "Garantire gli investimenti"

IL NUOVO LISTINO

In calendario venerdì l'audizione di Vodafone all'Agcom. Contestati i tagli del nuovo listino. E 3 Italia si dice pronta a fare appello al Consiglio di Stato

di Federica Meta
E' in programma per venerdì l'audizione in Agcom di Vodafone in merito ai tagli alle tariffe di terminazione mobile previsti dal nuovo listino messo a punto dall'Authority.

"Dietro la spinta della Ue l'Agcom ha iniziato un percorso di livellamento delle tariffe di terminazione, che tra un paio d'anni arriveranno a 4,5 cent per tutti eliminando quella che ormai appare una distorsione del mercato (oggi vengono riconosciuti 11 cent per Tre, 7,2 cent per Wind, 6,6 per Vodafone e Tim). Ma si parla anche di tagli fino a 3 cent, il 33% in meno rispetto ai 4,5 cent ai quali si dovrebbe arrivare nel 2012 e oltre il 60% in meno sulla media attuale. Venerdì l'Agcom darà il via a questo processo, facendo propria la Raccomandazione della Commissione Ue del maggio 2009, con i primi effetti a partire dalla metà del 2011, quando inizierà la partita sul fisso”, si legge in un articolo a firma di Daniele Lepido pubblicato oggi sul Sole 24Ore.

Ma tariffe meno ricche significano meno ricavi per operatori come Vodafone e Tre, che hanno il loro business centrale nei cellulari, impossibilitati a "compensare" nel fisso come invece possono fare Telecom e Fastweb.

Vodafone ha inviato una lettera alla presidenza del Consiglio una “nella quale vengono trattati diversi argomenti, con citazione delle tariffe di terminazione per le quali si auspica, tra le righe, un loro mantenimento ai livelli attuali in un momento in cui il ettore sta investendo”, si legge nell'articolo a firma di Daniele Lepido pubblicato oggi sul Sole 24Ore.

“Quella lettera è un atto dovuto per avere certezza del quadro di riferimento per il settore delle telecomunicazioni in vista della pianificazione degli investimenti per l'asta sulle frequenze. Nulla a che fare con una eventuale nostra non partecipazione all'asta”.

“La lettera – prosegue Vodafone - è indirizzata al governo e ne è stata portata a conoscenza l'Agcom, perché come è avvenuto nel 2000 per l'asta Umts in cui furono stabilite le condizioni per l'ingresso degli operatori virtuali, gli importanti investimenti delle frequenze devono essere accompagnati da un quadro certo e sostenibile per l'intero settore. Quindi ha un valore di politica industriale”.

L'altra partita riguarda Tre Italia che gode, rispetto agli altri gestori, di tariffe di terminazione più alte, pari a 11 cent, che sarebbero dovute abbassarsi a 9 cent dal primo luglio. Un taglio mai avvenuto perché la società ha fatto ricorso prima al Tar del Lazio e poi si è appellata al Consiglio di Stato, ottenendo una sospensiva che ha mantenuto gli 11 cent. “Lo scorso 6 dicembre – conclude il Sole 24 Ore - tuttavia, sempre il Tar ha espresso il proprio giudizio di merito, contrario al mantenimento degli 11 cent e mettendo teoricamente Vincenzo Novari nelle condizioni di rifondere gli altri operatori, che negli scorsi sei mesi hanno continuato a corrispondergli 11 cent anziché 9, per un conto complessivo di 30 milioni”. Interpellata dal quotidiano finanziario Tre ha dichiarato che farà appello.

15 Dicembre 2010