Localizzare i dipendenti? Pizzetti dice no

PRIVACY

Il Garante per la Privacy vieta alle aziende di monitorare gli spostamenti tramite Gps. "Necessario l'accordo con i sindacati o l'autorizzazione della Direzione provinciale del Lavoro"

di F.M.
No all’uso di sistemi di geolocalizzazione dei lavoratori senza l’accordo dei sindacati o l’autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro. A dirlo il Garante per la privacy che ha bloccato il trattamento dei dati effettuato da una società altoatesina che raccoglieva dati sui propri dipendenti tramite l’installazione di impianti Gps su alcuni veicoli aziendali.

“Il provvedimento dell’Autorità – si legge in una nota - è stato adottato in seguito alla segnalazione di alcuni lavoratori che si lamentavano di essere controllati mentre si recavano presso i clienti per attività di assistenza regolarmente programmate. Il sistema di geolocalizzazione installato dalla società era in grado di rivelare informazioni sui percorsi seguiti, sulle soste effettuate o sulla velocità degli spostamenti del personale”.

Il Garante ha ricordato che, in base allo Statuto dei lavoratori, l’installazione di apparecchiature che possano comportare il controllo a distanza dei dipendenti è possibile solo previo accordo dei sindacati o con l’autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro. Nel corso dell’istruttoria è invece emerso che tali procedure non erano state rispettate.

L’Autorità (relatore del provvedimento Mauro Paissan) ha quindi disposto “il blocco di ogni ulteriore trattamento dei dati personali riferiti ai lavoratori effettuato tramite tali strumenti di localizzazione”. Nel caso in cui l’ Ufficio provinciale del lavoro dovesse in futuro autorizzare l’utilizzo di sistemi di controllo via Gps, la società dovrà comunque provvedere a notificare al Garante il trattamento dei dati personali così raccolti e dovrà individuare specifici incaricati del trattamento legittimati ad accedere alle informazioni acquisite.

16 Dicembre 2010