Ultrabroadband australiano, il governo: "Fibra profittevole da subito"

FIBRA DI STATO

Il ceo della Nbn, la rete gestita dallo Stato: "Il progetto darà ritorni annuali del 7%, più delle obbligazioni". Ma l'opposizione non cede: "Offre troppo poco ai contribuenti"

di Patrizia Licata
E' polemica tra governo australiano e opposizione sul progetto di rete broadband gestita dallo Stato. Ma il governo australiano tiene botta: il piano ha una solida “business case”. Ovvero, è un progetto finanziariamente solido, capace di generare, a fronte di 41 miliardi di dollari (australiani) di investimenti, ritorni annuali di circa il 7%.

La Nbn Co., la società di proprietà del governo incaricata di realizzare la rete di banda ultralarga, ha affermato che il progetto sarà profittevole subito: “I contribuenti avranno indietro i loro soldi. La Nbn garantirà un tasso di ritorno sull’investimento nettamente più alto di quanto si ottiene sulle obbligazioni del governo e tutti gli australiani avranno accesso a un network in fibra all’avanguardia".

Come noto, il progetto australiano per la rete di super-banda larga si è scontrato con i partiti all’opposizione che sostengono che i costi sono esorbitanti (si tratta di coprire un Paese vasto e con molte aree desertiche e scarsamente popolate) e il valore offerto ai consumatori è basso.


Il 
chief executive della Nbn, Mike Quigley, ha spiegato, illustrando i dettagli del piano aziendale che copre i prossimi 30 anni, che i finanziamenti arriveranno inizialmente dal governo, che contribuirà con 27,5 miliardi di dollari (australiani); altri 13,4 miliardi saranno messi insieme dal project finance o dai mercati finanziari a partire dall’anno fiscale che inizia il 1 luglio 2014, mentre altri fondi verranno dai guadagni operativi. Le revenues totali durante la realizzazione dovrebbero essere di 20,8 miliardi di dollari australiani e le entrate annuali nell’anno fiscale 2020-21 sono previste a 5,8 miliardi.

Il leader dell’opposizione Tony Abbott ha però rinnovato le critiche, ricordando che il governo ha ripetutamente negato il permesso alla Productivity Commission per condurre una rigorosa analisi dei costi dell’intero progetto dell’Nbn. L’opposizione chiede un minore investimento pubblico e maggiore partecipazione del settore privato.

A novembre il Senato ha dato il via libera alla legge che chiede all’incumbent Telstra di separare la rete retail da quella wholesale per favorire la libera concorrenza sul mercato. Come riportato anche dal sito del Corriere delle Comunicazioni, la legge pro-concorrenza è alla base di un accordo non vincolante da 11 miliardi di dollari raggiunto dal governo con Telstra, ex monopolio di Stato e tuttora la maggiore telecom australiana, secondo cui l’azienda contribuirà alla realizzazione della rete per la connessione a Internet super-veloce.
 Il governo a sua volta risarcirà Telstra per lo “spegnimento” di parte della sua rete in rame esistente man mano che viene realizzata la nuova rete in fibra ottica - un obbligo inteso a evitare che l’incumbent abbia un vantaggio schiacciate sui concorrenti.

Il Ceo di Telstra, David Thodey, ha dichiarato che cercherà di finalizzare l’accordo entro il 20 dicembre, così da mandarlo in revisione al regolatore e agli azionisti. Thodey ha riferito in un’intevista al Dow Jones Newswires che Telstra intende usare parte del denaro che otterrà come risarcimento dal governo per ridurre il suo debito e finanziare possibili acquisizioni. L’azienda è anche aperta a operazioni di share buyback.

In base alla legge pro-concorrenza approvata venerdì dal Senato australiano, Telstra dovrà dividersi in due separati network per il retail e l’ingrosso, cosicché la sua divisione retail non ottenga condizioni più vantaggiose rispetto ai concorrenti che pagano per usare la sua rete. 
La stampa australiana commenta che il sì del Senato mette in cassaforte il passaggio della legge alla Camera dei rappresentanti, tuttavia il governo Laburista di minoranza del premier Julia Gillard è costretto ad assicurarsi l’appoggio dei partiti più piccoli e indipendenti ogni volta che vuole approvare una legge e proprio oggi il Senatore indipendente Nick Xenophon ha sollevato un possibile ostacolo affermando che gli accordi sull’accesso danno ancora troppo potere a Telstra.

"Questa rete finanziata con il denaro pubblico deve essere veramente equa e concorrenziale per avere il mio sostegno, ma a me sembra che con questa legge Telstra e le grandi telco abbiano garantito un accesso meno caro rispetto ai player più piccoli e questo non è accettabile”, ha detto Xenophon.

20 Dicembre 2010