Net Neutrality, così l'America volta pagina

FCC

Approvato dalla Fcc il pacchetto di misure che per la prima volta regolano l'accesso al Web. Divieto di blocco di servizi concorrenti per gli operatori del fisso, norme più leggere per i mobili. Secondo gli analisti anche l'Europa dovrà affrontare il tema. Al più tardi nel 2012

di R.C.
Per la prima volta nella storia americana l’accesso a Internet sarà sottoposto a regole. La Federal Communications Commission Usa guidata da Julius Genachowski ha approvato le norme per la Net Neutrality. Tre a due i voti (i Repubblicani hanno votato contro: vogliono zero regole) per un pacchetto che, nonostante non sia ancora disponibile nella sua forma integrale, sembra già destinato a un fuoco incrociato di interpretazioni e polemiche oltre a possibili cause da parte delle aziende. Senza contare che la giurisdizione della Fcc sul tema potrebbe non essere certa al 100% e che le nuove regole potrebbero dover fronteggiare il contrattacco dei repubblicani che da gennaio prenderanno possesso del Congresso.

Secondo il presidente della Fcc il pacchetto di nuove regole è “la base di partenza per poter garantire un Internet che sia una vera piattaforma per innovazione, investimenti, competizione e libertà di espressione”. Eppure rimane, secondo gli analisti, ambiguo e soprattutto passibile di interpretazioni.

Per tutti gli operatori (del fisso e del mobile) è previsto l’obbligo di trasparenza: dovranno fornire a utenti e aziende di servizi Web informazioni dettagliate (più di quanto cioè non facciano attualmente) sulle modalità con cui gestiscono il traffico e i termini commerciali dell’offerta. Ma il punto che viene giudicato più oscuro è là dove la misura prevede norme diverse per fisso e mobile. I provider del fisso non potranno bloccare contenuti, applicazioni e servizi “legali” e non potranno sperimentare tecniche “irragionevoli” di gestione del traffico (i servizi devono poter competere ad armi pari).
Agli operatori del mobile viene invece dato più spazio di manovra: non possono bloccare applicazioni voce e video delle aziende concorrenti, ma avranno le mani più libere con altri tipi di applicazioni e servizi e potranno chiedere ai provider di contenuti e servizi pagamenti più alti in base all’ampiezza di banda utilizzata.

Soddisfazione da parte dell’industria che vede scongiurato il pericolo di una classificazione della fornitura di broadband tale da imporre il controllo sui prezzi. Verizon teme la possibilità che le nuove regole possano essere desautorate portando incertezza nel mondo dell’industria, delle innovazioni e degli investimeti. Per Comcast le nuove regole sono un punto di equilibrio tra esigenze di mercato e garanzie per un Internet libero.

E in Europa? Il dibattito sulla net neutrality non scalda i Paesi della Ue nonostante sia in aumento la competizione tra operatori mobili e fornitori di servizi come Skype. In Europa, scrive un’analisi pubblicata da Reuters, sono ancora gli ex incumbent ad avere l’ultima parola, una condizione determinata anche dalle strette relazioni di Deutsche Telekom, France Telecom e Telefonica con i governi dei rispettivi paesi. Fino a oggi la Commissione europea ha evitato di legiferare per evitare conflitti con aziende come Skype,
Google o Facebook, che offrono servizi gratis colpendo il business dei carrier. Ma gli Isp - in Europa prevalentemente telco - già mettono in atto strumenti per gestire il traffico e le strategie per contrastare ulteriormente l’aggressione dei concorrenti potrebbero diventare troppo ingombranti da essere elusi dalla Commissione Ue. “Gli operatori mobili faranno tutto il possibile per bloccare la concorrenza e impedire la cannibalizzazione dei loro
flussi di ricavi ", dice Bengt Nordstrom, direttore generale di Nordic telecomunicazioni Northstream consulenza. "Gli operatori hanno schivato la pallottola neutralità della rete solo per ora. Ma in un futuro non lontano, forse già dal 2012, potrebbero dover prevedere un intervento della Commissione europea”.

22 Dicembre 2010