Smart grid, per le telco un business da 4,9 miliardi

UTILITIES

Le utility oggi preferiscono realizzare reti in proprio. Ma per i service provider si apre un potenziale mercato a patto che garantiscano prezzi competitivi e servizi affidabili

di Patrizia Licata
C’è un business miliardario nelle smart grid per i service provider: le aziende che forniscono servizi fissi e mobili alle utility per le reti intelligenti avranno opportunità di revenue crescenti, dai 2,2 miliardi di dollari del 2009 ai 4,9 miliardi del 2016, secondo Pike Research. Lo studio ammette che la maggior parte delle utility continua a preferire la realizzazione e gestione di proprie reti private, soprattutto per problemi di costi e affidabilità; tuttavia, esiste un potenziale mercato di dimensioni rilevanti anche per i service provider.

Data la natura mobile dell’industria delle utility, aggiunge Pike Research, i primi a beneficiare di questo mercato in crescita saranno gli operatori wireless. Dal 2009 al 2016, gli analisti prevedono un aumento di sei volte per i service provider mobili delle revenues legate alle smart grid. Bob Gohn, direttore della ricerca di Pike Research, nota che uno dei vantaggi per le utility di affidarsi a un service provider è che possono "fare leva sull’infrastruttura esistente anziché costruirne e gestirne una propria”. Benché le utility siano state finora riluttanti a lavorare con altre aziende a causa dei costi del servizio, Gohn ritiene che l’atteggiamento stia lentamente cambiamento.

"E anche se i costi del servizio non sono stati finora bassi come le utility vorrebbero, i carrier stanno diventando più aggressivi nelle strategie di prezzo e ci aspettiamo che questa strategia paghi, portando più contratti con le utility nei prossimi anni”, afferma l’analista.

Alcune barriere importanti impediscono ancora, continua Gohn, una diffusa adozione delle reti pubbliche, anziché quelle private, per le applicazioni per smart grid. Molte utility temono che i carrier non possano garantire copertura di rete al 100% sull’intera smart grid, dare priorità al loro traffico dati all’interno di un’infrastruttura di rete condivisa e assicurare la disponibiiltà e affidabilità del servizio. Per questi motivi, insieme ai costi, Pike Research pensa che i network privati continueranno a fare la parte del leone nei progetti di smart grid.

Tuttavia le opportunità per i carrier esistono e sono importanti, conclude Pike Research, e i provider, fissi o mobili, possono coglierle non solo abbassando il prezzo del loro servizio ma anche cercando attivamente, come già alcuni stanno facendo, di capire quali sono le esigenze delle utility in termini di servizio e disegnando applicazioni per smart grid e soluzioni ad hoc.

22 Dicembre 2010