Pace fatta fra Intel e Nvidia: accordo da 1,5 miliardi di dollari e cross-licensing per sei anni

CHIP

La disputa legale iniziata nel 2009 si chiude con un patteggiamento favorevole a entrambe le aziende, che puntano sui nuovi chip grafici e per mobile computing. La rivale Amd corre ai ripari e prepara un cambio al vertice

di Patrizia Licata
Intel e Nvidia mettono a tacere la loro lunga disputa legale con un patteggiamento che rafforza entrambe le aziende grazie a un accordo di cross-licensing della durata di sei anni. Accusata di presunte pratiche monopolistiche in Stati uniti, Giappone, Sud Corea e Europa, Intel ha patteggiato fuori dalle aule con Nvidia firmando per il pagamento alla rivale di diritti di licenza pari a 1,5 miliardi di dollari, che saranno versati in cinque anni; a fronte di questo esborso ogni precedente pendenza legale verrà fatta cadere. Ancora più importante, Nvidia e Intel avranno accesso l’una alla proprietà intellettuale dell’altra.

I chip Intel sono il cuore intelligente di quattro Pc ogni cinque nel mondo. L’accordo raggiunto con Nvidia è simile a quello chiuso con Amd a novembre 2009: pagamento di 1,25 miliardi di dollari da parte di Intel e accordo quinquennale di cross-licensing, a fronte del quale Amd rinuncia a ogni rivendicazione. Ad agosto Intel aveva patteggiato anche con la Us Federal Trade Commission acconsentendo a usare uno standard aperto per disegnare i suoi chip, rendendo così più facile ai produttori concorrenti connettere i propri chip con quelli Intel.

Intanto la tecnologia, nota il Financial Times, evolve più rapidamente degli argomenti legali. La scorsa settimana, Intel ha introdotto dei nuovi processori che integrano per la prima volta nel processore principale la capacità di elaborare grafica e media (in particolare i video). Questo potrebbe ridurre la necessità di usare chip grafici separati come quelli prodotti da Nvidia.

Questi ultimi però restano dei concorrenti temibili per i chip "tuttofare" di Intel e l’accordo di cross-licensing è importante per il colosso americano perché gli permette di utilizzare i brevetti Nvidia proprio per i chip grafici, sempre più importanti nel moderno computing. Non solo. Il computing sta diventando sempre più mobile (con la diffusione di massa di pc portatili, smartphone e tablet) e legato ai video video in alta definizione. La somma che Intel ha acconsentito a versare a Nvidia riflette in parte l’importanza della tecnologia grafica dell’azienda, desiderosa di espandersi sul mercato del mobile (con chip basati sull’architettura dell’inglese Arm e non su quella dei processori Intel x86, esclusi dall’accordo e la cui tecnologia Nvidia dunque non può usare).

“Questo accordo rappresenta una nuova era per Nvidia”, ha commentato il chief executive Jen-hsun Huan. “L’accordo di cross-licensing con Intel riflette il valore delle nostre tecnologie di visual e parallel computing. Sottolinea anche l’importanza delle nostre invenzioni nel futuro del personal computing e dei settori in forte espansione del mobile e cloud computing”.

Se Intel e Nvidia guadagnano entrambe dal patteggiamento, chi dovrà preoccuparsi sono le loro rivali, a cominciare da Amd, il secondo maggior produttore mondiale di microprocessori, ma che non è mai riuscito a scalfire la supremazia di Intel. Non stupisce che l'azienda abbia deciso un netto cambio al vertice, licenziando il chief executive Dirk Meyer. “Una nuova guida ci aiuterà a consolidare la nostra leadership di mercato e a generare guadagni più soddisfacenti”, ha affermato Amd. Le redini passano temporanemante al chief financial officer Thomas Seifert, finché non sarà trovato un sostituto per Meyer.

11 Gennaio 2011