La fronda anti-Sarkò fa slittare la riforma delle Tlc

PARLAMENTO EUROPEO

Non è passato al voto dell'Europarlamento il pacchetto telecom. A farlo ritornate al processo di negoziato, un emendamento accolto dal Consiglio in seconda lettura, presentato da Verdi, sinistra, liberaldemocratici e euroscettici.

L'emendamento, passato con 407 voti a favore, 57 contrari e 171 astensioni, prevede che la cessazione del collegamento a Internet possa avvenire solo dopo una decisione da parte del Tribunale in questo senso.
«Quando anche una sola parte viene modificata allora tutto il pacchetto deve ritornare alla conciliazione. Questa è la conseguenza di questo voto» ha detto la relatrice, socialista francese Catherine Trautmann.

Il Parlamento eruopeo, ha così chiuso le porte alla legge Sarkozy che voleva la disconnessione di Internet ai "pirati" da parte dei soli provider. Questa modifica, non inclusa nell'accordo con il Consiglio, rimette in discussione l'intera approvazione delle riforme sulle Tlc, contro tutti i pronostici che davano per certo oggi il voto del pacchetto voluto dal Commissario europeo per le Comunicazioni Viviane Reding.

I liberali si sono smarcati all'utlimo minuto e si sono uniti ai Verdi, così Strasburgo non ha ceduto alle pressioni della Francia e degli Usa.

Quella di oggi era l'ultima seduta plenaria prima delle elezioni del 7 giugno. Ora si aprirà un periodo di conciliazione e i governi dovranno negoziare con il Parlamento erupeo, così che la nuova normativa sulle riforme delle Tlc non vedrà la luce in questa legislatura.

Il pacchetto comprende una direttiva sul quadro normativo per le comunicazioni elettroniche che tratta dello spettro radio, della nuova autorità delle telecomunicazioni, della separazione funzionale della rete e delle norme per le reti di nuova generazione. Un'altra direttiva riguarda la trasparenza e la pubblicazione delle informazioni destinate agli utenti, la migliore accessibilità per gli utenti disabili, i servizi di emergenza e accesso al numero 112 nonché la connettività di base e la qualità dei servizi. Tratta inoltre della tutela della privacy, toccando aspetti quali l'informazione da fornire agli utenti sull'eventuale compromissione dei loro dati personali in seguito a una violazione della sicurezza della rete e il rafforzamento dei poteri di attuazione e controllo delle autorità competenti, in particolare nella lotta allo spam, e il miglioramento della cooperazione e del controllo trasfrontalieri.

Vi è poi un regolamento volto all'istituzione di un nuovo organismo comunitario (Berec) incaricato di migliorare il funzionamento del mercato interno delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo delle comunicazioni elettroniche comunitarie.




06 Maggio 2009