Etno: "No alle tasse sulle Tlc per risanare il debito pubblico"

L'APPELLO

L'associazione punta il dito contro le misure, a partire da quella ungherese, che rischiano di compromettere il business degli operatori e gli investimenti nelle nuove reti ultrabroadband. Nel mirino anche il ruolo delle Internet companies: "Devono contribuire alla realizzazione delle infrastrutture". E sulle gare Lte: "I proventi devono essere reinvestiti nel comparto"

di Mila Fiordalisi
Il miglioramento delle condizioni per gli investimenti del settore privato sulle reti a banda larga ad alta velocità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale, dovrebbe essere la principale priorità politica della Presidenza Ungherese dell’Unione Europea: questo l'appello lanciato dall'Etno, l'associazione che rappresenta i principali operatori di Tlc europei, in occasione del pranzo di oggi con Mr. László Tóth, Capo Dipartimento dell’Ufficio del Ministro per le Telecomunicazioni ungherese Zsolt Nyitrai.

L'associazione si dice preoccupata in merito al "caso" Ungheria, che rischia di diventare un pericoloso precedente e di estendersi ad altri Paesi. "La legge recentemente adottata in Ungheria che impone una tassa sui settori industriali chiave, tra cui quello delle telecomunicazioni, desta molta preoccupazione - sottolinea Luigi Gambardella, Presidente dell’Executive Board di Etno -. Questa tassa mina la capacità del settore delle telecomunicazioni di investire nelle essenziali reti ad alta velocità e quindi di contribuire agli obiettivi dell’Agenda Digitale". Colpendo principalmente le aziende estere, la misura "solleva dubbi in merito ai principi del mercato interno europeo”, aggiunge Gambardella.


La tassa ungherese non è l'unica delle misure "anti-Tlc" che rischiano di minare il futuro del comparto: la questione delle aste Lte e della destinazione dei relativi proventi per risanare il debito piuttosto che per il finanziamento delle nuove reti e quindi per dare ossigeno al comparto rappresenta una delle questioni clou sul tavolo. A tal proposito Etno chiede alla Presidenza Ungherese di lavorare per una tempestiva adozione della Decisione sul Radio Spectrum Policy Programme (RSPP), in modo da ottenere la rapida apertura dello spettro ai servizi su banda larga mobile in tutta la Ue.

Da risolvere anche il problema degli investimenti in infrastrutture finora totalmente a carico delle telco che vedono sempre più risicare i margini di business "fagocitati" dall'avanzata delle Internet companies che sulle reti fanno transitare servizi e applicazioni.

“Considerato che la rapida crescita del traffico dei dati sta accrescendo i problemi di congestione, vi è il bisogno di un modello economico sostenibile per lo sviluppo di Internet: gli attori del mercato che generano il traffico in aumento dovrebbero contribuire agli investimenti per rispondere alla necessità di reti a banda larga estremamente veloci - sottolinea Gambardella -. L’Unione Europea dovrebbe permettere l’emergere di nuovi modelli di business, che prevedano ad esempio offerte differenziate basate sulla qualità”.




12 Gennaio 2011