Processo a Fastweb e Tis. Spunta l'ipotesi doppio rito

RICICLAGGIO

Possibile una separazione in due tronconi, uno per frode fiscale e l'altro per reato associativo. Intanto i Pm respingono le eccezioni dei difensori sulla concessione del rito immediato disposta dal Gip.  Attesa per lunedì prossimo la decisione della Corte

di F.M.
Il processo Fastweb-Telecom Italia Italia Sparkle potrebbe dividersi in due tronconi, uno per i reati fiscali e uno per associazione a delinquere, ma per saperlo bisognerà aspettare qualche giorno. Ieri infatti i Pm hanno respinto le eccezioni sollevate dalla difesa che aveva chiesto l'annullamento del decreto del Gip Maria Luisa Paolicelli che ha disposto il rito immediato per i 27 imputati, motivando che si tratta della “più colossale frode fiscale mai accertata in Italia" che ha causato un "danno all'erario di 376 milioni di euro, ovvero una cifra pari a un decimo dell'ultima Finanziaria". Per sostenere la validità del giudizio immediato, su cui la Corte si pronuncerà appunto il 17 gennaio prossimo, il sostituto procuratore Francesca Passaniti ha sottolineato i "gravi indizi di colpevolezza" che hanno portato il Gip a emettere le misure cautelari, confermate poi anche dal Tribunale del riesame e dalla Cassazione che "non ha esitato a parlare di frode a livello europeo che solo una struttura fortemente e stabilmente organizzata sarebbe stata in grado di mettere in piedi".

Secondo l'accusa tutto si è svolto nel pieno rispetto delle regole e della normativa vigente e non c'è stata alcuna violazione del diritto del contraddittorio, per cui il rito immediato non può essere ritenuto lesivo del diritto alla difesa. Il motivo fondamentale per la richiesta del procedimento immediato è quindi - secondo quanto spiegato da Passaniti - quello di concludere il processo in tempi ragionevoli dato che sono già stati acquisiti tutti gli elementi necessari.

Ma oltre al respingimento o all’accoglimento delle rilevazioni dei Pm - come spiegano i legali di Scaglia a Milano Finanza – spunta una terza via, appunto quella della divisione del processo in due tronconi. Decisione che però non troverebbe il favore della difesa. “L’dea di separare il procedimento di reato fiscale da quello di associazione a delinquere – sottolinea Pier Maria Corso – appare strumentale e tardivo, ed entra in rotta di collisione con l’atteggiamento finora tenuto dalla procura”. Ma soprattutto, conclude il legale, “rappresenta il riconoscimento che l’eccezione è infondata”.

13 Gennaio 2011