L'appello tedesco: "Troppi benefici per le aziende cinesi, intervenga la Ue"

MODEM WIRELESS

L'hi-tech company 4G Systems chiede alla Commissione europea di proseguire l'inchiesta sui sussidi che Zte e Huawei ricevono dal governo cinese e che permettono di vendere sul mercato europeo modem wireless a prezzi stracciati

di Patrizia Licata
Una piccola società tecnologica tedesca, la 4G Systems di Amburgo, ha chiesto alla Commissione europea di portare avanti la sua inchiesta sui sussidi che il governo cinese darebbe in modo sleale ai produttori nazionali di modem wireless Huawei e Zte, permettendo di praticare prezzi “stracciati” sul mercato europeo.

L’inchiesta era stata aperta l’anno scorso dal braccio esecutivo dell’Ue dietro richiesta di un’altra piccola società europea dei modem, la belga
 Option, che accusava Huawei e Zte di aver eroso slealmente le sue quote di mercato nei modem wireless grazie ai sussidi di Pechino e chiedeva l’imposizione di tariffe di vendita omogenee all’interno dell’Europa.

L’indagine era tuttavia in fase di chiusura perché la Option a ottobre ha raggiunto un “accordo di cooperazione” con Huawei in base al quale la società belga riceverà fino a 41 milioni di euro dal colosso telecom cinese. La 4G Systems è perciò intervenuta chiedendo alla Commissione di proseguire nella sua analisi e spiegando che “l’aumento dell’importazione di modem Wwan (wireless wide-area network) dalla Cina e la diminuzione dei prezzi di questi prodotti negli ultimi tre anni, ha causato alla 4G Systems la perdita di molti dei suoi clienti più importanti, come T-Mobile, Vodafone, Orange e One Telenor". La società tedesca ha dovuto ridurre notevolmente la sua forza lavoro ad Amburgo e spostare la produzione in Asia per sostenere il crollo dei prezzi dei modem wireless.

Il caso viene seguito con attenzione anche dai sindacati dei maggiori produttori europei di attrezzature telecom, Ericsson, Nokia-Siemens Networks e Alcatel-Lucent: anche per loro la concorrenza delle cinesi si fa sentire nei margini di guadagno in declino e nell'erosione di  quote di mercato.

13 Gennaio 2011