Microsoft contro Apple: "No all'esclusiva sul nome App Store"

TRADEMARK

In una mozione all'ufficio brevetti Usa, l'azienda di Steve Ballmer si appella al diritto di utilizzare il trademark: "Termine troppo generico, non si può associare a una sola azienda"

di Patrizia Licata
Microsoft contro il marchio App Store. Il colosso del software ha richiesto allo Us Patent and trademark office (l'Ufficio brevetti e marchi americano) di negare ad Apple il marchio “App Store” (utilizzato da Apple dal 2008 e regolarmente registrato), affermando che il termine è generico e che tutti i concorrenti dovrebbero essere in grado di utilizzarlo. “Dire App Store è come dire negozio di scarpe o di giocattoli, è un termine generico”, afferma Russell Pangborn, consulente legale di Microsoft. “Tutti dovrebbero poterlo usare”.

Nella sua mozione, Microsoft spiega che sia “app” che “store” considerati separatamente che “App Store” nel suo insieme sono nomi generici per i servizi di vendita al dettaglio “e che ad Apple non dovrebbe essere permesso utilizzarli in modo esclusivo. I concorrenti dovrebbero essere liberi di utilizzare ‘App Store’ per identificare i propri negozi e i servizi offerti in collaborazione con quei negozi”.

Microsoft è stata rapidamente superata da Apple e dal suo sistema operativo per smartphone negli ultimi anni, commenta il Financial Times, e non stupisce che la polemica di Redmond si sia spostata sul piano dei marchi, in particolare concentrandosi sul nome del negozio di applicazioni: c’è un gran numero di sviluppatori di apps che guadagna attraverso l’App Store Apple.

Apple vanta anche la più ampia libreria di apps (più di 500.000) e gli analisti ritengono che proprio avere una nutrita libreria di applicazioni sia stato fondamentale nella rapida crescita degli Apple iPhone, perché non solo aiuta a conquistare ma a trattenere clienti. Microsoft, leader nel segmento desktop, è pronta a farsi avanti con ogni arma possibile per guadagnare una fetta consistente anche nell’industria del mobile.

13 Gennaio 2011