Vodafone, il dietrofront degli azionisti: "Ok alla strategia Colao"

BUSINESS

ll piano del manager italiano ha dato i suoi frutti nonostante lo scetticismo di parte dei finanziatori: arginate le perdite e ripresa del business in Europa. Ora l'attenzione è concentrata sul capitolo Verizon Wireless

di Patrizia Licata
Il 2011 porta una ventata di serenità per Vittorio Colao: la strategia delle dismissioni delle partecipazioni di minoranza di Vodafone e una maggiore attenzione alle aree di business in sofferenza ha ripagato, placando le critiche degli azionisti scontenti, come nota oggi il Financial Times. Vodafone ha registrato un total shareholder return del 22% lo scorso anno, contro il 5% del settore telecom europeo, e gli investitori sperano che il colosso britannico continui a marciare nella direzione intrapresa.

Intanto nelle prossime settimane è attesa la conclusione della vendita della partecipazione del 44% nell’operatore mobile francese Sfr, per 7 miliardi di sterline (il compratore è probabilmente Vivendi, già proprietaria della quota restante). Gli azionisti Vodafone sperano anche che il 2011 porti a un accordo con Verizon Wireless, il carrier americano di cui il gruppo britannco possiede il 45%, affinché l'americana riprenda il pagamento di dividendi.

Verizon Wireless ha contribuito al 36% degli utili Vodafone 2009-10, ma non ha pesato per niente sul cash flow. Una ripresa del pagamento dei dividendi nel 2012 potrebbe invece portare a un aumento del 70% nel flusso di cassa Vodafone nei prossimi tre anni anni, secondo gli analisti di Citigroup, con un conseguente forte balzo nei dividendi del carrier britannico.

Gli azionisti sono dunque meglio disposti verso il Ceo Colao di quanto lo fossero un anno fa, quando mettevano in dubbio la sua strategia. A luglio un gruppo di azionisti, l’Ontario Teachers’ Pension Plan, ha chiesto l’allontanamento del presidente Sir John Bond e una ristrutturazione aziendale. Colao è corso ai ripari vendendo alcune delle partecipazioni di minoranza all’estero di Vodafone (China Mobile, la giapponese Softbank) e ha avviato un processo di snellimento del gruppo concentrandosi sulle attività in Europa, Africa sub-Sahariana e India.

In particolare, Colao ha cercato di riportare alla crescita le operazioni core europee di Vodafone: nei tre mesi terminati il 30 settembre, le entrate di queste attività sono scese solo dello 0,8% contro un declino del 4,4% nello stesso periodo dell’anno precedente. In Uk la quota di mercato Vodafone sale, anche grazie all’Apple iPhone: compito di Colao sarà replicare il successo in altri Paesi europei, rosicchiando share ai concorrenti, anche se non sarà facile in mercati come Spagna, Grecia e Portogallo dove la crisi morde ancora.

Al di fuori dell’Europa occidentale, Colao ha rimesso in sesto la unit turca di Vodafone, mentre deve ancora risolvere i problemi regolatori in India, dove il fisco sostiene che l’azienda britannica debba pagare 1,6 miliardi di sterline per l’acquisizione, nel 2007, di una quota di controllo di uno dei più promettenti carrier mobili locali. Vodafone insiste che sull’operazione non deve pagare alcuna tassa.

14 Gennaio 2011