Anche in Cina prove di net neutrality

REGOLE E MERCATI

Una bozza di regolamento tenta di arginare l'ondata di comportamenti anti-concorrenziali delle net company nazionali. In arrivo sanzioni per chi viola le leggi. Prevista la chiusura nei casi più gravi

di Patrizia Licata
Pechino prova a imporre regole al comportamento, spesso al di fuori di ogni controllo regolatorio, delle Internet companies, una delle industrie a più rapida crescita del Paese. Nella bozza normativa pubblicata dal ministero dell’Industria e dell’informazione cinese si chiede alle aziende di non rifiutare il servizio agli utenti, di non rendere il proprio servizio incompatibile con quello dei concorrenti e di non influire sull’utilizzo dei servizi rivali da parte dei clienti. Contro le società della Rete che competono in maniera sleale, il governo minaccia severe multe, se non addirittura la chiusura.

Le nuove regole, nota il Financial Times, sono un avvertimento in particolare per la Tencent, la terza maggiore Internet company mondiale per capitalizzazione di mercato, e per la Qihoo 360, il più grande fornitore cinese di software antivirus gratuito, e nascono da un feroce testa a testa tra le due aziende combattuto lo scorso anno.

La Tencent usa infatti QQ, il principale servizio mondiale di instant messaging, e offre una serie di applicazioni a valore aggiunto come social networking, shopping e giochi ai suoi abbonati. A ottobre dello scorso anno, però, l’azienda ha sospeso il servizio per gli utenti di QQ che avevano anche il software 360 sui loro computer. La Tencent si è giustificata dicendo che si difendeva così da un attacco di malware, ma la decisione ha scatenato contro la Tencent l’accusa di voler impedire lo sviluppo delle altre aziende.

La disputa ha avuto termine quando è intervenuto il ministero dell’Industria cinese, mettendo in guardia le due aziende da pratiche di concorrenza sleale dannose per i consumatori. Il governo ha anche aperto un’inchiesta per capire se le due concorrenti avessero in qualche modo violato la legge.

La bozza di regolamento pubblicata in questi giorni, su cui le aziende del settore dovranno esprimere il proprio parere il 14 febbraio, dimostrerebbe che per Pechino esiste un vuoto normativo da colmare. Anche se la disputa tra la Tencent e la Qihoo 360 è stato il caso più eclatante, non è l’unico, perché le campagne online con cui le aziende rivali cercano di screditarsi a vicenda sono all’ordine del giorno in Cina.

Le nuove regole vietano alle Internet companies anche  di de-installare, aggiornare o modificare in alcun modo i contenuti sul computer dell’utente senza prima informarlo in maniera trasparente. Le aziende che violano queste norme potrebbero essere multate fino a 1 milione di yuan (152.000 dollari) o addirittura chiuse.

Pechino istituirà infine un sistema completo per la supervisione e la risoluzione delle dispute: il ministero dell’Industria ha chiesto alle aziende di Internet di adottare un codice di auto-disciplina e ha fatto sapere che i dipartimenti del governo creeranno un meccanismo di emergenza che permetterà una risposta rapida alle dispute tra web companies che comportano minacce alla cyber-sicurezza.

17 Gennaio 2011