Non decolla l'anti-iTunes, Nokia "spegne" la musica

OVI MUSIC UNLIMITED

Flop per Ovi Music Unlimited che si prepara a chiudere i battenti in 27 mercati. Alla base dell'insuccesso una strategia di marketing poco efficace, lo scarso interesse da parte degli operatori di tlc e la presenza della piattaforma su un numero troppo limitato di cellulari

di Patrizia Licata
Fallisce il business musicale di Nokia: il servizio Ovi Music Unlimited, nato per far concorrenza al negozio di Apple iTunes, non ha mai ottenuto il successo sperato e sarà radicalmente il ridimensionato. Lanciato nel 2008 col nome di “Comes with Music”, il servizio non è mai decollato e ora Nokia ha annunciato che terminerà l’offerta in 27 dei 33 mercati in cui è presente. A sorpresa, sono i Paesi emergenti quelli in cui resterà: Cina, India, Indonesia, Brasile, Turchia e Sud Africa.

Ovi Music Unlimited offre download musicali legali gratuiti a tutti gli utenti Nokia abbonati al servizio. Contrariamente al negozio Apple, dove si paga per ogni brano, il servizio di Nokia prevede un abbonamento di ingresso incluso nel piano telefonico che dà diritto a scaricare musica senza limiti su alcuni modelli di cellulari della casa finlandese.

Per Nokia il business musicale doveva costituire uno degli elementi della rinnovata strategia Internet, oltre che un tentativo di contrastare la pirateria musicale su web: ha infatti subito ottenuto il sostegno dei big dell’industria (Universal Music, Emi, Warner Music e Sony-Bmg), che speravano che la formula “tutto compreso” scoraggiasse il download illegale.

Secondo il Financial Times, i risultati deludenti del servizio Nokia si devono a un marketing poco efficace e alla scelta limitata di cellulari su cui il servizio è disponibile. Inoltre, il software di digital rights management riduce le possibilità dell’utente di passare la musica da un device all’altro. Infine, alcuni operatori mobili non hanno voluto supportare il servizio temendo che facesse concorrenza alle proprie iniziative per la musica online. Un’ulteriore prova, conclude il Ft, delle difficoltà che Nokia incontra nel cercare di tenere il passo con l’evoluzione dei cellulari verso smartphone connessi a Internet che offrono applicazioni multimediali sempre più avanzate .

18 Gennaio 2011