Apple, pressing degli investitori: "Troppo cash, niente dividendi"

IL PRESSING

Cresce il dissenso degli azionisti verso la strategia di Steve Jobs: accumulo di contante per 70 miliardi di dollari entro fine anno. "Così si distrugge il valore dell'azienda"

di Patrizia Licata
Capitalizzazione di mercato a 320 miliardi di dollari e una cassa di 50 miliardi che potrebbe arrivare a fine anno a 70: Apple è un colosso secondo a pochi anche nelle sue risorse finanziare, ma proprio l’accumulo di cash fa crescere il malcontento tra i suoi investitori, che preferirebbero che l’azienda della Mela cominciasse a usare un po’ del contante per ripagarli o investire, secondo un’analisi pubblicata dal Wall Street Journal.

Apple non è molto generosa con i suoi shareholder in termini di dividendi o buyback e quanto ad altre operazioni Steve Jobs ha sempre detto di voler restare “flessibile e prudente”. “Apple sta distruggendo il proprio valore”, si lamentano gli azionisti del fondo Delaware Focus Growth. “La strategia di prodotto è sicuramente vincente, ma Apple ha un cash enorme che dà un guadagno vicino allo zero. Penso gli investitori cominceranno a pressare con forza il management”.

Dietro le quinte, infatti, dicono le fonti del Wsj, sale tra i grandi shareholder il dissenso nei confronti della strategia di Apple. Pochi protestano apertamente, perché la crescita del valore delle azioni Apple li ha premiati (il titolo si è apprezzato di tre volte da marzo 2009 a oggi). Ma la cultura basata sulla remunerazione in Borsa, sostiene un manager della Delaware Investments, falsa i conti di aziende come Apple e Cisco: le azioni per i dipendenti, che hanno in teoria un ritorno dell’11%, vengono emesse in gran numero mentre il contante si accumula restituendo meno dello 0,75% annuo.

Secondo i calcoli dell’analista Toni Sacconaghi di Bernstein research, Apple potrebbe pagare un divendo del 4%, ricomprarsi azioni per 20 miliardi di dollari e comunque aumentare la sua cassa di 10 miliardi quest’anno. Persino un’acquisizione di una società come Netflix, ritiene Sacconaghi, del valore di 15 miliardi di dollari, potrebbe essere facilmente finanziata, lasciando ancora spazio per pagare i dividendi o fare operazioni di buyback.

L’annuncio di Steve Jobs di un temporaneo ritiro per malattia non fa che aumentare la pressione sulla strategia finanziaria di Apple, conclude il Wsj, secondo cui pagare un dividendo o decidere un buyback potrebbe mettere le azioni nelle mani di investitori di valore e aiutare a stabilizzare la proprietà e ridurre la volatilità, un tallone d’Achille al momento, come ha dimostrato oggi il mercato, proprio per il rischio che prima o poi avvenga un cambio di guardia al vertice della Mela.

18 Gennaio 2011