La guerra delle tv locali mette a rischio l'asta Lte

DIVIDENDO ESTERNO

I ricorsi al Tar delle piccole emittenti frenano le procedure per la gara da cui sono previsti incassi per 2,4 miliardi. Tremonti nel comitato voluto da Agcom con il compito di accelerare. Nell'impasse anche il beauty contest: interrogazione Fli al governo

di A.C.
Rischia di slittare la gara Lte. E con lei rischiano grosso i 2,4 miliardi di incasso previsti dalla manovra Finanziaria di Tremonti. A mettere un freno all'asta per le frequenze nella banda 800Mhz che dovranno essere destinate agli operatori Tlc, il caos che grava sul mondo televisivo, acceso dalla guerra che le tv locali muovono al governo con ricorsi al Tar e occupazione di frequenze. E le telco interessate ad acquisire le nuove frequenze potrebbero stopparsi di fronte agli ostacoli in campo, prima di versare i 2,4 miliardi: prima cioè che venga chiarito che la gara si svolge nel rispetto delle regole fissate da Agcom e senza strascichi legali.

L'impasse ricade ovviamente sui propositi del ministro Tremonti che su quei 2,4 miliardi ha un gran bisogno (costituiscono i tre quarti della Finanziaria). In questo senso un aiuto potrà arrivare a Tremonti stesso dal far parte del comitato di ministri la cui costituzione è stata richiesta da Agcom al governo: oltre al presidente di Agcom Corrado Calabrò e a Tremonti del gruppo faranno parte Paolo Romani ministro dello Sviluppo economico, Ignazio La Russa della Difesa e Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Sottolinea l'impasse che si è venuto a creare sull'asta frequenze anche Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd: "Le risorse frequenziali sono davvero disponibili? - si è chiesto oggi nel corso del forum dell'Ict organizzato dal Pd -. Quelle frequenze sono occupate dalle tv locali che non le libereranno facilmente a favore degli incumbent telefonici".

Dietro la montagna di ricorsi allestito dalle tv locali, l'accusa al governo di volerle derubare, insieme alle frequenze da mettere a gara, del loro asset. In particolare l'associazione delle piccole emittenti chiede di poter trasmettere a livello nazionale nonostante il piano digitale stabilisca in 25 i multiplex abilitati a contenuti nazionali. "Quando c'è stata l'assegnazione frequenze - ha spiegato Gina Nieri consigliere d'amministrazione Mediaset in una recente intervista - alcuni operatori locali ne hanno chieste e ottenute una porzione importante, ben superiore a quante ne sarebbero servite per i loro contenuti locali. Ora che le hanno, non sanno come riempirle e vorrebbero affittarle per contenuti nazionali. Cioè fare business nazionale con frequenze che hanno una destinazione d'uso locale".

E potrebbe essere ancora rinviato anche il beauty contest per l'assegnazione dei multiplex cui, secondo la Ue, potrebbe prendere parte Sky Italia. In queste ore il ministero dello Sviluppo economico starebbe valutando (secondo l'agenzia di stampa Adnkronos) se tornare o meno a chiedere al Consiglio di Stato chiarimenti sul principio della reciprocità tra Stati, necessari visto che Sky Italia fa capo a una società statunitense. Scade infatti dopodomani il termine indicato dai giudici di Palazzo Spada al ministero per tornare a formulare il quesito in termini più chiari e argomentati.

Sul tema rivolge un'interrogazione al governo il deputato di Fli Benedetto Della Vedova: "Le recenti dichiarazioni del ministro Romani dell'11 gennaio 2011, pur ribadendo l'impegno ad una rapida risoluzione della questione, non chiariscono definitivamente la posizione del governo' circa l'avvio della gara per le frequenze del digitale terrestre. Il deputato segnala che 'i ritardi nell'indizione della gara hanno determinato uno stato d'incertezza per gli operatori del settore e rischiano di danneggiare il grado di competitivita' e innovazione del nostro paese, nonche' la sua capacita' di attrarre investimenti esteri nel settore delle nuove tecnologie digitali'. Della Vedova intende sapere in particolare se 'sulla base della replica del Consiglio di Stato e delle osservazioni a questo fornite dall'Agcom e dal Mae, il Ministero dello Sviluppo Economico consideri definitivamente superati i dubbi relativi alla possibile partecipazione della societa' Sky Italia alla gara per l'assegnazione delle frequenze digitali terrestri o se vi siano ulteriori elementi ostativi alla pubblicazione del bando di gara entro le prossime settimane'.

18 Gennaio 2011