Apple, revenue a +70%. Cook: "Pronti a lanciare nuovi prodotti"

RISULTATI FINANZIARI

Utili a 6 miliardi di dollari grazie al boom di iPhone, le cui vendite sono balzate dell'86%. L'utile per azione, a 6,43 dollati, batte le attese degli analisti. Ma sul futuro pendono le incertezze sulla salute di Jobs

di Patrizia Licata
A un solo giorno di distanza dall’annuncio del temporaneo ritiro di Steve Jobs dalla guida di Apple per motivi di salute, la casa della Mela non delude analisti e investitori pubblicando risultati da record per l’ultimo trimestre: profitti a 6 miliardi di dollari e entrate a 26,7 miliardi (+70%), grazie al balzo dell’86% nelle vendite di iPhone e ai risultati robusti di computer Mac (+23%) e tablet iPad (più di 7 milioni di unità vendute nei tre mesi terminati il 25 dicembre). L’utile per azione nel primo trimestre fiscale è di 6,43 dollari, superiore del 21% alle attese di Wall Street.

Buone notizie che serviranno a contrastare la perdita del titolo in Borsa (-2% martedì), trascinato in basso dalle incertezze sulla salute di Jobs. Tim Cook, il chief operating officer che fa attualmente le veci del Ceo, ha cercato di rassicurare il mercato commentando i risultati del primo trimestre, parlando della “magia di Apple” e sottolineando che l’azienda ha un enorme potenziale di crescita in numerosi settori, compreso quello dei personal computer, dove i Mac sono ancora in minoranza (hanno meno del 10% dello share negli Usa). Cook ha anche fatto notare che le entrate del trimestre nella regione asiatica (Giappone escluso) si sono moltiplicate per quattro e che iPad e iPhone stanno conquistando anche l’utenza business.

“L’eccellenza è il nostro pane quotidiano”, ha detto Cook, come riporta il Financial Times. “Steve ha infuso nell’azienda la spinta all’innovazione”. “Siamo pronti a sparare tutte le nostre cartucce”, scrive Jobs in un comunicato letto alla presentazione dei risultati dai suoi collaboratori. “Abbiamo tanti prodotti interessanti in arrivo quest’anno, tra cui iPhone 4 sulla rete Verizon”.

Cook non ha risparmiato le critiche ai rivali, bollando i tablet basati su Windows come “ingombranti e costosi”, con batterie dalla vita troppo breve e che necessitano di tastiera o stilo. I tablet con Android, invece, sarebbero così piccoli da diventare “bizzarri”. Apple non ha paura dei concorrenti, ha concluso Cook, anche perché è in arrivo la seconda generazione di iPad (su cui il vice di Jobs non ha però fornito dettagli).

Deve temere di più Apple dall’eventuale necessità di sostituire il suo Ceo malato, aggiunge il Financial Times. La transizione a una nuova leadership sembra essere il primo problema per la società della Mela oggi. Jobs non è un semplice amministratore delegato: ha fondato l’azienda e ha personalmente seguito l’introduzione dei suoi prodotti di punta come iPhone, iPod e il negozio di musica online iTunes, che hanno trasformato i mercati del mobile computing e del download digitale. Jobs ha anche fortemente voluto l’iPad, che in un solo anno ha catturato il 90% del business dei computer-lavagnetta e dato il via a tante imitazioni.

Un visionario, un simbolo dello stesso brand Apple, secondo il Ft: non stupisce che molti investitori considerino Jobs insostituibile. Tuttavia, con il recente annuncio di un ritorno della malattia di Jobs, il problema della successione sembra porsi con urgenza. L’azienda è sempre stata molto riservata sui suoi piani di successione, ma assicura che tali piani esistono. Non vuole rendere noti i nomi di eventuali candidati al ruolo di Ceo, perché, dice il top management, gli esclusi potrebbero voler lasciare l’azienda e i papabili potrebbero essere facile preda della concorrenza.

Proprio questo mese, Apple ha reso noto di aver respinto la proposta di un azionista del Central Laborers’ Pension Fund di Jacksonville, Illinois, che chiedeva al cda di pubblicare dei report annuali sui piani di successione. Ma secondo alcuni analisti, Apple avrebbe già fatto la scelta: il candidato sarebbe proprio Tim Cook, arrivato dalla Compaq nel 1998 e che ha guidato Apple mentre Jobs è stato via per sei mesi per malattia nel 2009.

Apple ha fatto sapere di aver assegnato a Cook un bonus straordinario di 22 milioni di dollari in contanti e alcune azioni in riconoscimento del lavoro fatto nel 2009 e per Ben Reitzes, analista di Barclays, si tratta di un segnale inequivocabile: “Il piano di successione di Apple ci sembra ovvio: Cook ha dimostrato di essere un top manager capace di gestire la pressione e conosce molto bene come funziona l’azienda avendo lavorato a stretto contatto con Jobs”.

19 Gennaio 2011