Vodafone: "Nessuna delocalizzazione. In Italia investiamo 1 miliardo l'anno"

LA REPLICA AI SINDACATI

La società guidata da Bertoluzzo replica alla Slc Cgil che ieri ha acceso i riflettori sulle presunte intenzioni dell'azienda di puntare su Albania e Romania a scapito del nostro mercato. "Dichiarazioni pretestuose. Nel solo 2010 creati 1000 nuovi posti di lavoro"

di F.M.
“Vodafone ritiene pretestuose e infondate le dichiarazioni sindacali”. Con queste parole la società smentisce la Slc Cgil secondo cui la società avrebbe avuto intenzione di delocalizzare le attività di customer care in Romania e Albania. “L’azienda – precisa ancora Vodafone – investe un miliardo l’anno in Italia e nel solo 2010 ha creato circa 1000 posti di lavoro". Il gruppo guidato in Italia da Paolo Bertoluzzo ricorda i numeri dei suoi dipendenti: "8.000 persone in Italia, di cui 3000 professionisti che lavorano in 8 centri di competenza di Vodafone che si occupano del servizio al cliente, e con un indotto di altre 7000 persone in Italia presso diversi partner che lavorano per Vodafone sulla gestione del cliente".
"Alcuni partner, nell’ambito della loro autonomia imprenditoriale - conclude la società - gestiscono all’estero attività marginali irrilevanti rispetto all’investimento complessivo nel servizio al cliente da parte di Vodafone, nel pieno rispetto delle leggi italiane e degli standard aziendali in materia di privacy di cui Vodafone rimane garante".

In una nota diffusa ieri la Slc Cgil chiedeva a Vodafone di smentire “il progetto di delocalizzazione”.

“Sempre di più i responsabili delle attività di customer care di Vodafone Italia vanno dichiarando esplicitamente ai propri dipendenti che l’azienda ha avviato un progetto di delocalizzazione delle attività a minor valore verso call center rumeni e albanesi, in particolare l’assistenza telefonica di front end – prosegue la nota - Inoltre a noi ci risulta che, già da mesi, Vodafone direttamente, o tramite i propri outsourcer italiani, ha delocalizzato parte delle attività di back office, cioè le pratiche amministrative. Vodafone deve fare chiarezza e dichiarare quello che realmente intende fare, assumendosi tutte le proprie responsabilità”.

“Ci troviamo di fronte ad un’azienda dagli utili stratosferici, che sta distruggendo lavoro nel nostro Paese con evidenti rischi anche sul piano della tutela della privacy. Chi controlla infatti il corretto utilizzo dei dati sensibili, dal traffico telefonico alle coordinate bancarie di milioni di clienti italiani? Cosa impedisce che anche i clienti Vodafone non finiscano nel traffico illegale internazionale di dati?”.
“Da più di un anno come Slc-Cgil denunciamo quanto la delocalizzazione delle attività di call center da parte di Vodafone, Wind, Sky, H3G, Telecom, Alitalia, ecc. stia distruggendo migliaia di posti lavoro nel nostro Paese, alimentando una forma di dumping perversa che fa della competizione sul costo e non della qualità la bussola per erogare servizi ai clienti Tlc”.

“Confindustria, Governo e le diverse grandi aziende – conclude Slc Cgil – non possono continuare a far finta di nulla, di fronte magari a pochi milioni di euro di risparmio su bilanci multimiliardari che si traducono però in disoccupazione o ricorso agli ammortizzatori sociali per migliaia di ragazze e ragazzi”.

20 Gennaio 2011