Delibera Agcom sulle Ngn Decina: "Banda larga a rischio stallo"

ULTRABROADBAND

Secondo il professore le nuove regole dell'Authority sulla rete di nuova generazione scontentano tutti. Gli Olo volevano l'unbundling e non l'hanno ottenuto, l'ex monopolista invece dovrà attrezzare un'offerta bitstream, che potrebbe portarlo a rivedere architettura e piano investimenti

di P.A.
"Il rischio è che si possa creare una situazione di stallo, in cui tutti gli operatori sono incentivati a mantenere lo status quo".
Lo ha detto a proposito delle regole dell’Agcom sulla nuova rete Ngn Maurizio Decina, professore di telecomunicazioni al Politecnico di Milano, in un'intervista a Milano Finanza. Regole che secondo il professor Decina scontentano tutti: i concorrenti di Telecom, che volevano l’unbundling (il prezzo pagato dai concorrenti per il passaggio sulla rete in rame) ma non l’hanno ottenuto. L’ex monopolista, che dovrà attrezzare un’offerta bitstream, che potrebbe portarlo a rivedere l’architettura di rete e gli investimenti. Infine “il tavolo tecnico guidato da Francesco Vatalaro, chiuso tra le polemiche.

"Il provvedimento (dell’Agcom sulla ngn, ndr) rischia di deludere sia le aspettative di Telecom sia quelle dei suoi concorrenti - dice Decina - Le regole sono importanti, sia per l’ex monopolista che per gli altri operatori. Telecom Italia, ma anche gli Olo, hanno la necessità di minimizzare il rischio dei nuovi investimenti e difendere quelli già fatti. Sia la rete in rame sia i sistemi di unbundling sono asset importanti, difficili da dismettere senza prospettive attraenti per la nuova competizione su reti in fibra ottica".

Secondo il professore le regole dell’Authority non danno queste prospettive. “Prendiamo gli operatori alternativi. L’Autorità ha stabilito che potranno ottenere l’unbundling solo dal 2013 e limitatamente alle aree dove non c’è competizione tra infrastrutture. Inoltre la delibera propone che Telecom sia obbligata a fornire questo servizio presso un punto di concentrazione, ossia un punto intermedio tra la centrale e l’edificio dove sono i clienti. Gli operatori alternativi volevano invece che l’unbundling partisse dalla centrale".

"Per Telecom - spiega Decina - è previsto l’obbligo immediato di fornitura su tutto il territorio nazionale di servizi bitstream agli altri operatori. I servizi bitstream dovrebbero comprendere tutti i profili di banda necessari a replicare le offerte al dettaglio dell’ex monopolista. Inoltre, per il pricing del bitstream nelle aree senza competizione tra infrastrutture, l’Autorità indica l’orientamento al costo più un risk premium, almeno fino alla verifica della garanzia di condizioni di equality of access. Su questo punto sono convinto ci sarà una forte opposizione da parte di Telecom Italia, ma forse anche da parte di altri operatori infrastrutturali”, conclude il professore.

21 Gennaio 2011