Net neutrality negli Usa, Verizon all'attacco dell'Authority

REGOLE & INTERNET

L'operatore si rivolge alla Corte d'Appello del District of Columbia: la commissione avrebbe scavalcato il Congresso imponendo regole senza averne il potere

di Patrizia Licata
Le nuove regole sulla net neutrality volute dalla Federal communications commission scatenano la reazione di uno dei grandi Internet service provider americani, Verizon Communications, che non si è accontentata di protestare, per quanto vigorosamente, ma si è direttamente rivolta a una corte federale per bloccare le norme sull’accesso aperto alla Rete.

La decisione non è una sorpresa, secondo l’LA Times. Il colosso statunitense delle telecomunicazioni ha dichiarato di fronte alla Corte d’appello del District of Columbia che la Fcc ha oltrepassato la sua sfera di competenza quando ha varato, lo scorso mese, le regole che impediscono alle aziende proprietarie di reti ultra-veloci e di frequenze radio di favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti. Secondo Verizon, la Fcc non ha l’autorità per imporre un divieto del genere.

"Siamo seriamente preoccupati dal fatto che la Fcc si sia attribuita poteri che non ha e abbia imposto nuove regole di vasta portata sulle reti di banda larga e Internet”, afferma Michael E. Glover, rappresentante legale di Verizon. “Riteniamo che la Fcc sia andata oltre i poteri conferiti dal Congresso e che la normativa crei incertezza per l’industria delle telecomunicazioni, per gli innovatori, gli investitori e i consumatori”.

Come noto, la Fcc ha votato con tre sì e due no lo scorso mese a favore delle regole sulla net neutrality, un tema caro sia al Presidente Obama che al chairman della Fcc Julius Genachowski. Le regole probiscono alle aziende del telefono e del cavo che forniscono accesso a Internet ultra-veloce di impedire ai loro clienti l'accesso a qualunque tipo di contenuti, servizi o applicazioni purché siano legali.

Le norme sono più severe verso i servizi fissi che mobili e non sono così estreme come alcuni Democratici e molti difensori dei diritti digitali avrebbero voluto. Per questo hanno ottenuto il supporto di alcune telco, come At&t. Il voto della Fcc ha però scatenato le proteste di molti Repubblicani e di Verizon, che si dice impegnata a garantire un Internet aperto, ma che ha sempre sostenuto che non c’è alcun bisogno di imporre per questo delle regole.

21 Gennaio 2011