LA POLEMICA. Chi vigilerà sul mercato postale?

LA POLEMICA

Via alla liberalizzazione del servizio. Il ministro Romani: "La competenza a un'agenzia ministeriale". L'Antitrust e il Pd: "No, serve un'Authority"

di Federica Meta
Finisce l’era del monopolio nei servizi postali, ma la liberalizzazione apre un mercato ancora senza concorrenti forti “nell’ultimo miglio” di Poste Italiane. Dal primo gennaio l’area “di riserva” della società pubblica viene abolita e altri operatori potranno distribuire anche la corrispondenza sotto i 20 grammi.

Gli unici settori esclusi dalla concorrenza restano gli atti giudiziari e la filatelia. Il servizio universale - l’obbligo di consegnare la posta anche dove è antieconomico - resta esclusiva di Poste italiane fino al 2016 e per questo riceverà un rimborso statale. La Spa del Tesoro mantiene dunque una posizione dominante su un mercato che complessivamente vale 3,5 miliardi. L’unico vero rivale per Poste al momento è Tnt Italia, sussidiaria del gruppo olandese, che ha una quota di mercato del 4-5% e l’obiettivo di portarla al 20%. I due operatori hanno tuttavia dimensioni molto diverse: gli olandesi sono in Italia con meno di 5mila dipendenti, mentre la società pubblica ne ha 150mila; Tnt ha vendite nette per meno di 800 milioni, Poste ricavi per 20 miliardi.
La liberalizzazione arriva con un decreto legislativo approvato dal governo il 22 dicembre, a completamento del processo di apertura del mercato postale iniziato nel 2006.

Un provvedimento che dovrà ricevere i pareri delle commissioni parlamentari entro il 7 febbraio, per poi essere approvato definitivamente dal Cdm con effetto retroattivo al primo gennaio (termine imposto dalla direttiva Ue del 2008).
La vigilanza sul mercato postale – prevede il provvedimento del ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani - spetterà a una nuova agenzia, da istituire sotto il cappello del ministero. Agenzia finanziata da un fondo di compensazione cui tutte le aziende del settore contribuiranno e che sarà creata accorpando gli uffici di via Veneto che fino ad ora hanno seguito la materia.
E proprio la questione dell’autorità ha acceso polemiche tra governo e opposizione che invece vuole il riconoscimento di funzioni di controllo all’Agcom. Per Mario Lovelli, membro Pd della Commissione Trasporti e Tlc della Camera avere scelto un’agenzia ministeriale “è una questione controversa che si scontra con la filosofia stessa delle liberalizzazioni: non è pensabile che, in regime di concorrenza, le regole siano decise da un organismo che dipende dal ministero. Si snaturano le indicazioni di Bruxelles, oltre a far proliferare agenzie che spesso soffrono per mancanza di fondi e personale”.

Anche per Paolo Gentiloni, ex ministro alle Comunicazioni, l’Agcom è “la naturale agenzia a cui affidare la vigilanza” perché “vanta esperienza in un settore, come la telefonia fissa, dove a competere sono stati incumbent e imprese più piccole e in cui si doveva decidere sulla questione delle regole e delle tariffe di accesso all’infrastruttura - spiega Gentiloni – Anche in questo settore si dovrà definire una sorta di ‘unbundling postale’ che non penalizzi né Poste Italiane né i concorrenti. Dubito che lo possa fare un braccio del ministero”.

La replica di Romani è chiara e riguarda la natura stessa delle liberalizzazioni, che contrariamente alle Tlc, è senza privatizzazione. In altre parole restando pubblico l’incumbent meriterebbe un trattamento particolare. “Credo che, aprendo con equilibrio alla concorrenza, sia stato giusto avere un occhio di riguardo per Poste – spiega Romani - Sono stato contrario ad affidare le competenze all’Agcom perché a volte le Authority tendono a fare politica industriale anziché fare i regolatori”.

Contro la decisione di Romani, scende in campo anche l’Antitrust. “Senza un Regolatore indipendente la liberalizzazione dei servizi postali rischia di partire con il freno tirato- fa sapere l’Agcm - Il nodo dell’indipendenza e dell’imparzialità è cruciale perché il nuovo regolatore dovrà adottare i provvedimenti necessari a promuovere la concorrenza nei mercati postali. L’attribuzione delle funzioni regolatorie all’Agenzia anziché ad un’Autorità Indipendente non è conforme alle indicazioni Ue”.

24 Gennaio 2011