Calabrò: "Senza reti in fibra Italia al capolinea"

AGCOM

Il presidente dell'Agcom: "Nelle nuove regole sottoposte a consultazione si favoriscono gli investimenti congiunti sulle Ngn. Ma servono azioni concrete". E sull'offerta 100 mega di Telecom Italia: "Spero che il via libera arrivi nel Consiglio del 3 febbraio"

di Federica Meta
"Senza la fibra, l'Italia va al capolinea". Lo ha detto il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, che oggi è stato ascoltato in audizione alla Camera.  "L'Autorità ha avviato una consultazione pubblica sul documento contenente le regole sulle Ngn - ha ricordato - Regole necessarie e imprescindibili per tutti, quali che siano le modalità di investimento sulla nuova rete, e che dopo i 45 giorni di consultazione approveremo subito". Nel documento in consultazione, ha aggiunto "tendiamo a favorire gli investimenti congiunti sulla Ngn, un assist importante al Tavolo Romani". Ma se poi non si agisce in concreto "rimaniamo alle azioni virtuali - ha avvertito - Finora ho sentito buone intenzioni, ma pochi impegni concreti".

Il numero uno di Agcom ha inoltre detto che il 3 febbraio prossimo il Consiglio dell'Agcom potrebbe dare il via libera all'offerta di Telecom Italia per la banda larga a 100 mega. "Io ci spero – ha precisato - Gli uffici stanno lavorando fortemente per cercare di migliorare l'offerta perché sia la più conveniente e la più accessibile".
Il servizio Internet a 100 mega doveva partire prima di Natale ma mancava, appunto, l’ok dell’Authority. Lo scorso settembre, dopo aver annunciato i piani per il lancio di Internet a 100 mega, Telecom Italia aveva chiesto all'Agcom l'autorizzazione ad avviare la commercializzazione. L'iter autorizzativo è stato però frenato da alcuni intoppi burocratici, in particolare dalla necessaria pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera dell'Autorità sui cosiddetti "test di prezzo", il sistema per valutare la replicabilità di un'offerta lanciata da un operatore notificato, che ha cioè un forte potere di mercato. Solo dopo la pubblicazione della delibera, avvenuta alla fine di ottobre, il gruppo telefonico ha potuto presentare la richiesta formale all'Agcom.

Il progetto di Telecom Italia prevede la fornitura di banda ultralarga in un primo gruppo di città italiane - Roma, Milano, Torino, Bari, Catania e Venezia - e successivamente in altre 7 - Bologna, Genova, Napoli, Firenze, Palermo, Padova e Verona - per un totale di 13. Il piano in fibra prevede di cablare 30 città entro il 2013.

Il piano prevede che sviluppo della rete di accesso di nuova generazione affianchi la rete esistente, ma in prospettiva si avrà una rete completamente rinnovata in grado di garantire il trasporto ottimale delle diverse tipologie di traffico (dati, video, voce, ecc.) che hanno requisiti molto differenti in termini di richiesta di banda.

Per la posa dei cavi a fibra ottica verranno sfruttate le infrastrutture esistenti e, dove necessario, per gli scavi verranno utilizzate tecniche e strumentazioni innovative a basso impatto ambientale. Si tratta delle cosiddette “mini-trincee” che consentono, grazie a scavi di pochi centimetri di larghezza e di soli 30 centimetri di profondità, di ridurre fino all’80% i costi socio ambientali in termini di disagi per i cittadini e per le amministrazioni, del 67% gli incidenti sul lavoro e dell’80% i tempi necessari per la realizzazione di infrastrutture di Tlc.

25 Gennaio 2011