Security, nuovo stop Usa all'ingresso di Huawei

INVESTIMENTI CINESI

Dopo l'esclusione del vendor cinese dall'appalto per l'ammodernamento reti, Washington apre un dossier sull'acquisizione dell'americana 3Leaf. Il tutto mentre la cinese apre un'azione legale nei confronti di Motorola

di Patrizia Licata
Il governo americano torna a preoccuparsi delle manovre di Huawei per conquistare quote sul mercato Usa. Washington ha messo formalmente sotto revisione l’acquisizione dell’azienda americana 3Leaf Systems da parte del colosso cinese delle attrezzature telecom, come riferisce il Wall Street Journal, perché Huawei non ha immediatamente informato le autorità competenti dell’accordo raggiunto.

A indagare sull'operazione è il Cfius, il Committee on foreign investment in the U.S. (Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti, lo stesso che ha bocciato la proposta di Huawei di acquisire 3Com nel 2008): se verranno riscontrate irregolarità, il comitato darà parere negativo all’acquisizione, di fatto annullandola. L’accordo per comprare 3Leaf, che realizza tecnologie per server, è stato completato da Huawei a maggio 2010 e vale 2 milioni di dollari; la decisione del Cfius è attesa per metà febbraio.

L’indagine da parte del governo Usa su una transazione di così piccola entità mette in luce, secondo il Wsj, le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale che circondano sempre le operazioni di Huawei sul suolo americano. Il gruppo cinese, terzo maggior venditore al mondo di attrezzature di telecomunicazione, spinge con forza per espandersi sul mercato statunitense, ma i timori in tema di sicurezza di Washington hanno fortemente limitato la sua capacità di ottenere dei contratti.

Gli executive di Huawei si sono giustificati dicendo che non pensavano che l’accordo con 3Leaf richiedesse la revisione del Cfius, in quanto prevede l’acquisizione di personale e proprietà ma non dell’intera compagnia. Ma i funzionari del Pentagono che sono venuti a sapere dell’acquisizione dopo il suo completamento non sono d’accordo e hanno deciso di imporre a Huawei di fare richiesta di approvazione retroattiva dell’accordo. Huawei ovviamente spera in un verdetto positivo del Cfius, anche perché, sostengono i cinesi, potrebbe aprire le porte a nuove acquisizioni negli Stati Uniti.

Intanto nei giorni scorsi Huawei si è rivolta alla Corte dell'Illinois per aprire un'azione legale nei confronti di Motorola, accusata di passare informazioni riservate sulla proprietà intellettuale dei prodotti cinesi, alla concorrente Nsn, che fra l'altro attende la decisione dell'Antitrust cinese per rilevare l'asset network dalla stessa Motorola.

28 Gennaio 2011